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Cilindro e occhiali da sole, l’anima blues di uno dei cantanti più famosi della storia della musica italiana

Adelmo Fornaciari, in arte Zucchero, è uno degli artisti italiani di maggiore successo nella storia della musica leggera della penisola. Considerando anche che il suo successo non si limita alla madre patria, ma vanta numerosi riconoscimenti internazionali, nonché primati assoluti. Nato nel ’55 vicino Reggio Emilia, prende il diploma da perito elettronico ed in seguito frequenta la facoltà di veterinaria, che lascerà quasi al termine degli studi una volta che il richiamo della sua passione più grande – la musica – si è fatto troppo forte per essere ignorato.

È una delle prime anime rock’n’roll italiane, iniziando la sua carriera già negli ’70, con uno stile tutto suo che con il tempo diventa inconfondibile. Quello che Zucchero fa è unire due culture musicali separate fisicamente da kilometri e kilometri di Oceano, quella statunitense e quella italiana, prendendo dalla prima le sonorità della musica soul e blues e dalla seconda lo stile del cantautorato. Quello che viene fuori dal pentolone è un blues del tutto inedito, a volte frizzante a volte più passionale, di forte ispirazione per i giovani.

Le prime apparizioni importanti davanti al grande pubblico arrivano nel ’82 con la partecipazione al Festival di Sanremo, sezione giovani. Si classifica penultimo davanti solo ad un certo Vasco Rossi, con il quale stringerà poi un ottimo rapporto. Non una grande fortuna in effetti quella di Zucchero nel festival musicale più importante d’Italia negli anni ’80, dove non riesce a classificarsi in posizione alte, nonostante alcune sue canzoni come Donne siano poi diventati dei successi.

Lo straripante successo arriva nel 1989 con Oro, incenso e birra. Questo album vende oltre due milioni e mezzo di copie, rimanendo per diverso tempo come l’album italiano più venduto nel mondo, superato solo da Andrea Bocelli. Nel tour di Oro, incenso e birra, Zucchero avvia una catena di collaborazioni con artisti di fama internazionale come Joe Cocker, Eric Clapton, Miles Davis e Ray Charles. Nel ’92 partecipa al concerto-tributo per la scomparsa di Freddy Mercury, front man dei Queen, e lì stringerà un rapporto di amicizia con il chitarrista Brian May, il quale tempo dopo gli proporrà di entrare nella band. Proposta che incredibilmente Zucchero rifiuterà.

I successi del nostro «dolce» cantante non si fermano qui, infatti il Fornaciari è il primo artista ad esibirsi al Cremlino nel 1990 dopo la caduta del muro di Berlino; unico artista europeo a partecipare a Woodstock ’94; riceve due World Music Awards e una nomination ai Grammy Awards 2007; detiene il record assoluto di esibizioni all’Arena di Verona, una delle location più importanti sul suolo italiano; in ultimo è il cantante italiano non lirico con più concerti alla Royal Albert Hall. Nel 2001 è autore delle canzoni Luce (cantata con Elisa) e Di sole e d’azzurro (cantata da Giorgia), le quali si posizioneranno prima e seconda al Festival di Sanremo.

Gli anni duemila saranno anni di conferma del proprio successo, che lo trasformano in uno dei simboli della musica italiana e mondiale, il quale rimane tutt’oggi e, con grande probabilità, sarà in futuro.