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Da Rio 2016 alle Olimpiadi dell’anno prossimo: incontriamo Ajla Del Ponte, velocista d’élite e studentessa universitaria

Potchefstroom, Sudafrica: su una pista in erba, studiata per non sovraccaricare le articolazioni, corre la velocista ticinese e olimpionica a Rio 2016 Ajla Del Ponte. Il gruppo di allenamento di cui fa parte la ticinese migra spesso nella cittadina, posta a 1’350 metri sul livello del mare, per approfittare delle temperature miti e della località in altura: «Condizioni che ci permettono di affrontare carichi di lavoro im- portanti con una sollecitazione dell’emoglobina», spiega Ajla. La stagione invernale si è recentemente conclusa. Dopo un inizio difficile («Correvo buoni tem- pi, confermando di essere in forma, ma sapevo di essere più veloce»), l’atleta dell’US Ascona è riuscita a siglare un eccezionale 7”17 sui 60 metri: «Vedendo il risultato ho provato un grande sollievo e urlato per la gioia: è sicuramente il momento che mi resta più impresso di questa stagione invernale, insieme alla qualifica diretta per la mia prima finale europea».

E tra gli allenamenti, le competizioni su suolo elvetico e le gare all’estero (questo inverno in Polonia, Francia e Regno Unito), Ajla è anche studentessa universitaria presso la Facoltà di Lettere di Losanna, che l’ha recentemente insignita del Prix des Sports: «Sono molto fortunata ad avere attorno a e docenti disponibili: senza di loro, tutto ciò che faccio non sarebbe possibile».

In Sudafrica, la Del Ponte sta preparandosi per i primi appuntamenti del 2019. A luglio si svolgeranno le Universiadi a Napoli, dove la ventiduenne mira alla finale dei 100 metri individuali e a difendere il titolo vinto nel 2017 con la staffetta 4x100; a inizio ottobre si terranno invece i Campionati del Mondo a Doha. La ticinese non nasconde le sue ambizioni per quanto riguarda l’appuntamento in Qatar: «Punto alla qualifica individuale su 100 e 200 metri, oltre che alla finale con la staffetta 4x100, che ci permetterebbe di accedere direttamente alle prossime Olimpiadi».

Lo sguardo è infatti già rivolto verso Tokyo, dove nel 2020 si terrà la XXXII edizione della manifestazione cui ogni sportivo sogna di partecipare: «Per me Tokyo 2020 è un obiettivo più che concreto, sul quale lavoro ogni giorno», svela Ajla. Recentemente, sono stati resi noti i limiti necessari per partecipare ai Giochi Olimpici organizzati nella metropoli giapponese: sui 100 metri bisognerà correre in 11”15 (la Del Ponte ha attualmente un record di 11”21) o classificarsi tra le migliori 56 al mondo. L’atleta dell’US Ascona ha le idee ben chiare in proposito: «Io voglio qualificarmi direttamente, correndo il tempo richiesto. E non è solo la partecipazione che conta: quando sarà il momento di battersi per i posti in semifinale, sarò pronta a dare del mio meglio». E parlando di Olimpiadi, i ricordi vanno immediatamente a Rio 2016, dove Ajla ha vissuto la sua prima esperienza da olimpionica: «Partecipare ai miei primi Giochi Olimpici a soli 20 anni è stato incredibile. Il momento più bello è stato durante la cerimonia d’apertura: mi sono messa a piangere come una bambina, realizzando di non essere in un sogno e rendendomi conto che tutti i sacrifici che avevo fatto fino a quel momento mi avevano ripagata».