Diana SantosDiana Santos profile image

L’impatto della limpidezza delle relazioni sociali e della conoscenza sulle emozioni del cittadino

Francesca Rigotti, filosofa e saggista, esperta di Filosofia e Metaforologia politica ed Etica filosofica, docente presso la Facoltà di Comunicazione, cultura e società dell'Università della Svizzera italiana, ha accettato di rispondere ad alcune domande. In questa sitazione d'emergenza in cui la paura si diffonde facilmente, è opportuno capire quali meccanismi la mettono in relazione con le istituzioni che ci governano.

Francesca Rigotti, docente presso la Facoltà di Comunicazione, cultura e società dell'Università della Svizzera italiana

Nella nostra società tutto corre alla velocità del vento, dalle notizie sui social alle testate giornalistiche sempre attive online. Quanto influisce ciò sul diffondersi delle paure tra le persone?

«Credo che nella nostra società dell'informazione e della comunicazione la paura corra soltanto più in fretta che in altre epoche, sulle ali del vento, appunto, ma forse anche più in fretta sia disposta a spegnersi. Quel che conta è che le testate giornalistiche siano oneste, limpide e chiare, non esagerino, non si crogiolino nel dare informazioni gonfiate ad arte per far crescere la paura stessa. E che le persone mantengano il sangue freddo e la capacità di valutare, rifacendosi il più possibile alla scienza e non alla fantascienza.»

Cosa implica per lo Stato e le istituzioni pubbliche il diffondersi eccessivamente di un timore?

«Implica reazioni emotive non adeguate, quali la corsa ad accaparrarsi i generi alimentari di prima necessità. È noto che la paura spinge al consumismo, e soprattutto che la paura può essere un portentoso strumento di controllo sociale, nei confronti del quale dobbiamo stare tutti in allerta.»

Quali meccanismi necessari al mantenimento della tranquillità all’interno della popolazione devono attuare le istituzioni?

«Dal momento che la paura si vince con la conoscenza, le istituzioni hanno il dovere di informare, ancora una volta, con onestà e chiarezza; i cittadini vanno trattati come adulti consapevoli e coscienti; va soppressa sul nascere ogni forma di paternalismo.»

Si ritiene fondamentale la totale trasparenza da parte delle istituzioni nei confronti del cittadino per creare un rapporto di fiducia. Crede che in casi di necessità volti a tutelare le persone sia giustificata la mancanza di tale trasparenza?

«In una democrazia degna di questo nome la regola della trasparenza non dovrebbe mai essere violata. Se lo si facesse si ricadrebbe nella pratica dei cosiddetti arcana imperii, in latino i segreti del potere. Con tali misure si giustificavano alcune decisioni difficili e limitatrici della libertà prese da parte dei sovrani e che i cittadini, trattati a guisa di minorenni, non dovevano conoscere. Ma il governante moderno non è un sovrano assoluto e non ci sono più sudditi ma cittadini: la democrazia è e deve rimanere un sistema trasparente, in cui i cittadini hanno fiducia nelle istituzioni e le istituzioni, soprattutto, hanno fiducia nei cittadini! Le decisioni in casi di eventi estremi (terrorismo, carestie, epidemie) vanno prese collegialmente e democraticamente (magari snellendo le procedure ma non il principio!), non affidate a qualche dittatorello. Assistiamo in questo momento all'imporsi dell'idea che alla sicurezza della vita debbano essere sacrificati i più elementari, vorrei dire i più sacri diritti di libertà. C'è chi propone l'introduzione di app di tracciamento per localizzare le persone: mi sembrano metodi da stati totalitari con meno diritti e più controllo, già previsti da George Orwell in 1984,  nei quali non vorrei vivere.»

Oggi, con internet, possiamo ottenere molte informazioni riguardo a qualsiasi argomento. In alcuni casi però succede che l’overinforming amplifichi preoccupazioni infondate. Come far fronte a questo problema?

«Tramite Internet si possono ottenere informazioni e congetture, talvolta sballate, ma non sapere né conoscenza, che si acquistano con lo studio e la ricerca condotti in prima persona. Non c'è molto altro da aggiungere. Con le informazioni non si fa scienza e non si raggiungono risposte qualificate.»

In conlcusione è dunque importante che la comunicazione tra le istituzioni e la società sia trasparente e collaborativa, al fine di permettere al cittadino una conoscienza limpida della situazione che sta vivendo, qualunque essa sia.