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Leonardo Conte, membro fondatore dell’associazione studentesca Rethinking Economics, racconta l’esperienza in Università


Che cos’è Rethinking Economics e qual è il suo ruolo all’interno dell’USI?

Rethinking Economics (RE) è un network globale, di studenti, professori, ricercatori e professionisti che sono legati alle discipline economiche e che nutrono il desiderio di poterle cambiare.

Cosa intendi dicendo «cambiare l’Economia»?

Il nostro obiettivo è, innanzitutto, quello di trasformare l’economia in una disciplina pluralista, e quindi più inclusiva rispetto a teorie, idee e correnti di pensiero. La teoria economica che viene insegnata, diffusa e divulgata nelle Università è generalmente neoclassica; Rethinking Economics desidera allargare lo spettro di possibilità d’insegnamento, abbracciando altre teorie economiche, tra cui quella post-keynesiana, marxista, austriaca, femminista, ecologica, ecc. che non sono presenti nei programmi standard divulgati nelle facoltà universitarie, e che Rethinking Economics si impegna a voler includere. Il secondo motivo per cui nasce l’urgenza di RE all’interno dell’ambiente universitario è quello di voler colmare il “gap” presente fra i banchi universitari e la realtà, economica e lavorativa. L’idea è, dunque, quella di plasmare una disciplina economica concreta e reale, contrariamente all’abitudine di studiare e insegnare teorie e modelli avulsi dalla realtà. L’ultimo pilastro alle spalle della nascita di RE è quello di voler democratizzare la disciplina, ovvero di voler diffondere i concetti base dell’economia agli studenti e, in generale, alla società e alla comunità. Queste sono le fondamenta da cui nasce, in Inghilterra nel 2012, l’idea di Rethinking Economics. Dal 2012 in poi si diffonde nel mondo, spinto dalla necessità rilanciare l’economia dopo la crisi economica del 2008.

Quando, e come, approda Rethinking Economics a Lugano?

Rethinking Economics fa il suo ingresso all’Università della Svizzera italiana nel settembre del 2017, guidata da tre studenti del MEPIN, il Master in Economia e Politiche Internazionali programma congiunto con l'USI e l’Università Cattolica del Sacro Cuore. I membri che hanno dato il via al progetto sono stati il sottoscritto Leonardo Conte, Francesco Pagliero e Federico Costa Zaccarelli. I membri che, attualmente, continuano il progetto di RE sono cambiati, il gruppo si è ampliato, mantenendo però lo stesso animo e intento congiunto; il team oggi è composto dal sottoscritto, assieme a Michele Corengia, Simone Luo, Mattia Albertini e Giovanni Kraushaar.

Studenti interessati ad entrare a far parte di Rethinking Economics come possono entrare a far parte del team?

Siamo un’associazione studentesca, riconosciuta ufficialmente e promossa dall’Università. Essendo un gruppo giovane e dinamico non siamo legati a richieste formali o moduli ufficiali, ma semplicemente siamo aperti e interessati a coinvolgere studenti provenienti da ogni Facoltà, con l’auspicio di ampliare gli orizzonti dell’economia a qualsiasi campo e materia di studio; come già detto, riteniamo il pluralismo come un valore solido nella nostra esperienza. È possibile entrare in contatto con Rethinking Economics sia rivolgendosi a canali web, come il sito o l’indirizzo e-mail, lugano@rethinkeconomics.org. Periodicamente organizziamo eventi, incontri o conferenze aperte al pubblico, recentemente abbiamo avuto il piacere di organizzare l’incontro “10 years after the crash: when's the next one?”, un dibattito sulle conseguenze e le sfide future che la crisi economica del 2008 ripropone dopo 10 anni dal grande disastro. Che cosa significa, e perché può essere interessante, essere parte di Rethinking Economics? Divenire membri di RE significa entrare a far parte di un team, consolidato e affiatato, di studenti che ogni lunedì della settimana si incontrano alle ore 17:00 al Bar Oops, a pochi passi dall’USI, per poter avere un confronto diretto e immediato su quelli che sono i temi più importanti che riguardano l’associazione: si discute l’agenda degli impegni da affrontare, che di norma consistono in eventi come dibattiti, conferenze o incontri pubblici che cercano di approfondire e diffondere i valori dell’associazione.

Per quale motivo hai deciso di dare vita a Rethinking Economics in USI?

Negli anni passati ho trascorso un periodo di studio in Inghilterra. Sono rimasto, personalmente, stupito e amareggiato nel dover constatare quanto il dogmatismo, la chiusura mentale e l’opacità dell’insegnamento siano radicati nella cultura europea, spesso anche nei grandi Atenei che conservano dimensioni, ambizioni e sfide che li rendono immobili al cambiamento. Questo mi ha provocato al punto che, una volta ritornato in Svizzera, ho deciso di rilanciare questo movimento affinché avesse un impatto nella comunità e nell’Università in cui studio, al punto da iniziare questa avventura.