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I taboo per una buona impressione: quando a tacere è il nostro essere

Siamo una società che spinge verso la diversità culturale, verso la promozione delle differenze che ci definiscono come singoli individui: una società che sia politically correct. Ciononostante esiste ancora la concezione che certi argomenti scottanti siano dei taboo in certe situazioni, soprattutto quando si desidera fare buona impressione.

Ciò può risultare insensato rispetto a quello che cerchiamo di promuovere, poiché sono proprio gli argomenti più controversi come religione, politica e orientamento sessuale a distinguerci, e a definirci come singole persone.

A molti sarà capitato di ricevere in alcune occasioni il consiglio di «non parlare di politica e di Dio» per fare buona impressione, per esempio prima di conoscere i genitori del proprio partner. Un partito politico o la fede non sembrano essere argomenti con cui rompere il ghiaccio.

Eppure ci insegnano fin da bambini che tacere non è giusto, che è necessario esprimere il proprio punto di vista sempre e comunque, perché solo così potremo proteggere la nostra individualità e forse anche quella di qualcuno che purtroppo non ha voce per farlo da solo.

Quindi perché nascondere quello che siamo? È un controsenso, una limitazione della natura umana e delle necessità comunicative dell’animale sociale che siamo. È dalle discussioni, dalle messe in comune di grandi menti che nascono le migliori idee.

Per cercare di creare una società migliore, un luogo comune dove tutti possano vivere con la libertà di essere sé stessi, è necessario parlarne. Basterebbe partire dal quel salotto di casa dove gettiamo le fondamenta di una relazione, e magari faremmo eco a qualcosa di più grande.