Ginevra BenziGinevra Benzi profile image
Nei momenti di incertezza e di paura il raziocinio sembra non avere più spazio nelle menti delle persone

Nel corso della storia si è più volte sentito parlare di psicosi di massa, ovvero un panico estremo generale che spinge le persone a comportarsi in modi che solitamente verrebbero considerati incivili se non addirittura animaleschi. Normalmente ciò che spinge la massa verso questo tipo di paura, e quindi verso azioni psicotiche, è il rischio di dover cambiare e riadattare radicalmente il proprio stile di vita a causa di un problema non risolvibile nel breve termine, come ad esempio un’epidemia, una pandemia o una guerra. Tuttavia, quello che rappresenta un ulteriore serio problema è la reazione delle persone nei confronti di queste situazioni delicate e a rischio, reazioni che non fanno altro che rallentare la risoluzione del problema. Di questi tempi stiamo assistendo a un chiaro esempio di quanto sopradescritto: il Coronavirus (o COVID-19).

Già nel passato si era assistito a guerre e a epidemie o pandemie simili a quella che stiamo vivendo in questo periodo e quasi sicuramente l’azione di risposta del popolo è sempre stata la medesima: panico, disperazione e terrore. Nessuno può però sapere quello che realmente si penserebbe o si farebbe in stati d’animo di questo tipo, almeno finché non ci si trova direttamente coinvolti… fino ad allora possiamo solo immaginarlo ed eventualmente prepararci a simili circostanze, evitando di fare buoni propositi sul nostro comportamento perché in momenti di terrore la ragione lascia spazio all’istinto, mutandoci in bestie. Non esiste più condivisione, non si pensa più al prossimo, tutto quello che una persona coinvolta in una psicosi di massa riesce a pensare è, nella maggior parte dei casi, salvare la propria vita e quella dei propri cari. I supermercati vengono presi d’assalto, così come le farmacie e gli ospedali mettendo a rischio non solo l’intero organismo, ma anche sé stessi, impendendo inoltre una rapida discesa di ciò che in un determinato periodo sta creando disagi e panico. Quello che preoccupa maggiormente al momento, è che tutte queste situazioni, fino ad ora, le abbiamo solo studiate, viste in vecchi servizi TV o le stavano vivendo in altre parti del mondo; ora la stiamo vivendo noi, anche se in misura minore rispetto ad epoche passate.

Quello che ha aiutato la diffusione della psicosi di massa così velocemente è stato anche il fattore novità: nessuno si sarebbe mai aspettato un arrivo così imminente di una malattia epidemica, di conseguenza nessuno era psicologicamente pronto ad affrontare un periodo di cambiamenti come questo. Purtroppo, anche i media molto spesso contribuiscono involontariamente all’accrescere del panico generale, provocando reazioni a catena quasi sempre incontrollabili e dannose per il sistema, principalmente quello economico e sanitario. In questi giorni se si vuole assistere a scene apocalittiche non serve altro che andare nei supermercati italiani, dove da settimane gli scaffali sono presi quotidianamente d’assalto, facendoci riflettere su come l’essere umano possa da un giorno all’altro diventare completamente succube della paura, comportandosi come coloro che abitualmente verrebbero ripudiati dalla società.