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Parla Pietro Ghislandi che si racconta tra musica, ventriloquia, comicità e il suo ritorno alla RSI

Una carriera poliedrica, intensa e non indifferente; come si definirebbe?
Il mio percorso formativo è particolare. Ottenuta la maturità liceale, nonostante la mamma maestra e il papà segretario comunale volessero indirizzarmi verso studi universitari scientifici o letterari, ho iniziato a frequentare una piccola scuola di teatro provinciale e il conservatorio della mia città. Queste due esperienze formative mi hanno permesso di ottenere gli strumenti di una prima impostazione artistica. Il mio intento consisteva nel diventare un attore autonomo e libero professionista, svincolato dalle compagnie teatrali. Visto il mio passato di compositore [brani con Claudio Ranalli], musicista [pianista], caratterista [Vajont; Porzus] , attore [Il principe e il pirata; Il paradiso all’improvviso] e comico; se dovessi scegliere un epiteto, mi definirei artista “tuttofare”.

È stata però un’altra arte a portarla sul grande schermo
Fin da bambino mi divertivo a emulare rumori e giocare con la voce. Ad esempio, durante l’intervallo dei concerti di fisarmonica dello zio Luigi, salivo sul palco per imitare suoni e persone. Già allora possedevo una marcata duttilità delle corde vocali.
La passione per le voci mi ha portato a improvvisare piccoli spettacoli nel periodo di leva militare, dove facevo divertire i miei commilitoni con un pupazzo di pezza “parlante”. Qualche anno più tardi, nel 1986, ho fatto il provino alla Rai per partecipare, insieme al mio pupazzo Sergio, al programma Fantastico 7 condotto da Pippo Baudo. In tale occasione ho avuto la fortuna di arrivare in finale, quindi di farmi conoscere non più solo a livello locale, ma anche nazionale. In quell’occasione è iniziata la mia carriera da professionista. La ventriloquia è alla base del mio spettacolo «Il ventricolo sinistro», in tournée in tutta Italia.

Nella sua ricca attività ha collaborato anche con il “Walt Disney italiano”…
A seguito dell’esibizione in Rai, sono stato contattato dal celebre disegnatore e animatore Bruno Bozzetto. Il mio lavoro era quello di dare la voce ai suoi personaggi in molti dei suoi cortometraggi, come il Signor Rossi. Tali interpretazioni hanno permesso di allenare le corde vocali e, allo stesso tempo, sviluppare la fantasia. Oltre al rapporto professionale, con Bruno si è instaurata una profonda amicizia, che dura tutt’oggi. È per merito suo che, negli anni Novanta, sono stato chiamato da Osvaldo Cavandoli, disegnatore e fumettista, per svolgere il ruolo di sostituto del doppiatore de La Linea, il personaggio protagonista dei fumetti.

Il sabato sera è tornato su LA 1 in prima serata
Sì. Dopo il grande successo ottenuto nelle due scorse edizioni, sabato 2 novembre è andata in onda la prima puntata di Turné soirée, con Damiano Realini e Mariarosa Mancuso. Il programma porta sapientemente i libri nella prima serata su LA 1, il canale ammiraglia della RSI.

All’interno della trasmissione, come scritto dal professore e critico televisivo Aldo Grasso sul Corriere della Sera, «spetta al comico e ventriloquo Pietro Ghislandi interpretare a suo modo gli argomenti della serata, perché parlare di libri, sia chiaro, non è una punizione».