Alessandro BenedettiAlessandro Benedetti profile image

«Singapore, vado a Singapore […] ve lo devo confessare, è stato un vero piacere!», così nel 1972 cantavano a Sanremo “I Nuovi Angeli”, riassumendo così cantando quella che è stata la mia esperienza nel Sud Est Asiatico. Facendo un passo indietro, però, è doveroso spiegare come nasce questa rubrica e come sono arrivato fin qui. Trascorsi quattro anni a Lugano - al Bachelor in Scienze della Comunicazione prima e al Master in Corporate Communication poi - sentivo forte il bisogno di allontanarmi dalla ‘zona di comfort’ che abilmente mi ero creato, ricercando un’esperienza che sapesse coniugare lo studio al Master in Corporate Communication e la voglia di viaggiare e scoprire un nuovo ambiente accademico e sociale: ho trovato quindi nell’opportunità del semestre in Exchange la soluzione migliore al mio desiderio.

Esattamente un anno fa ho deciso quindi di presentare la mia candidatura al Servizio Relazioni internazionali dell’USI con un obiettivo ben preciso: Singapore. L’isola stato a sud della Malesia mi affascinava per la sua posizione, immersa nell’Asia, per il fascino culturale, avvolto da un velo di mistero.

Il 6 agosto sono quindi partito in direzione Singapore, davanti a me la prospettiva di un intero semestre in un luogo inesplorato, in un ambiente completamente sconosciuto e senza poter contare su nessuna conoscenza: esattamente l’esperienza che cercavo per poter mettermi alla prova e crescere personalmente, lontano dalla comodità di sempre. Tuttavia, non ero il solo studente a partire da Lugano: assieme a me Annamaria, Chiara, Federica, Sara e Daniele e Fabio dalla facoltà di Marketing e infine Diego, dal master in Management. La nostra casa una volta a Singapore – avanti di 7 ore rispetto al fuso orario europeo - sarebbe stata la Nanyang Technological University di Singapore, il cui Campus universitario della NTU raccoglie oltre 30'000 studenti provenienti da ogni parte del mondo, capaci di coesistere e convivere in un agglomerato culturale e sociale estremamente vario: indiani, malesiani, cinesi, giapponesi, coreani, americani ed europei, era possibile perdersi fra le centinaia di nazionalità rappresentate dagli studenti della NTU, sia ‘local’ che in scambio da una differente università.

Il Campus universitario, nella zona periferica di Jurong East, conta oltre 28'000 studenti che vivono nei vari edifici: da Tamarind Hall a Crescent Hall, fino a Banyan Hall: ogni angolo dell’NTU è popolato da studenti, professori e personale accademico che animano una città universitaria, abitati soltanto da volti giovani e legati all’ambiente universitario. Arrivati a Singapore ci siamo occupati di risolvere le prime questioni burocratiche, dall’ottenimento dello Student Pass all’iscrizione ufficiale ai corsi che avremmo sostenuto alla facoltà di Mass Communication.

La prima settimana si è conclusa nel migliore dei modi con la festa nazionale dell’isola – celebrata il 9 agosto – che con fuochi d’artificio ha illuminato il cielo del Marina Bay Sands che, da lì a dicembre, sarebbe stato il luogo che avremmo chiamato “casa” e che, ancora oggi, conserva un posto speciale in ognuno di noi.