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Da “calciatore mancato” alla Lugano Scherma, fino alla medaglia d’oro con la squadra della nazionale svizzera

Michele Niggeler è uno schermidore italo-svizzero che gareggia nella spada per la Svizzera.

Nella sua giovane carriera (è nato nel 1992), ha vinto un argento (Lipsia 2017) e un oro (Wuxi 2018) mondiali nella spada a squadre.

Qual è il tuo rapporto con la Svizzera e la città di Lugano?

Sebbene sia nato e cresciuto in Italia, non ho mai dimenticato le radici svizzere della famiglia paterna, la quale è originaria di Berna, seppur viva da diversi anni nel Canton Grigioni.

I miei nonni avevano la casa a Lugano, ma io non ci ho mai vissuto stabilmente; la conosco comunque molto bene, perché mi sono allenato tantissime volte e molti miei amici vi ci abitano.
Anzi, colgo l’occasione per ringraziare la città, che si è sempre dimostrata accogliente e riconoscente nei miei confronti.

Quando hai cominciato ad appassionarti alla scherma?

Il mio incontro con la scherma è stato fortuito. All’età di 5 anni ho cominciato a giocare a calcio, tuttavia, dopo un paio di mesi, mi sono accorto che non faceva per me.

I miei genitori non erano propensi a farmi abbandonare lo sport, anche perché avevano già versato l’intera quota associativa. La loro opinione cambiò profondamente quando, di ritorno da un allenamento, notarono un cartellone pubblicitario che recitava «prova la scherma gratis per 6 mesi!». Alla vista di quello spot, subito mi proposero la scherma come sport alternativo. Fu così che iniziò la mia carriera da schermidore!

Incontro più emozionante mai combattuto?

La finale mondiale di Wuxi 2018 è stata l'apice della mia carriera. Dopo aver trascorso una stagione negativa, sono arrivato alla competizione in un’ottima forma. Sono riuscito a tirare molto bene e ad essere protagonista in tre incontri, dando il mio contributo alla squadra per la vittoria.

La scherma è uno sport individuale, solo uno schermidore scende in pedana per duellare con un altro. Tuttavia, in una competizione è fondamentale lo spirito di squadra: è stata proprio la coesione del nostro gruppo a portarci alla vittoria della medaglia d’oro.

Il prossimo obiettivo?

Siamo appena tornati dalla coppa del mondo di Buenos Aires, dove ci siamo aggiudicati un ottimo argento nella spada a squadre [battuti in finale dal Giappone]. Ora siamo al secondo posto del ranking mondiale e desideriamo mantenere stabile la nostra presenza nelle prime quattro posizioni, in modo tale da poterci qualificarci alle prossime Olimpiadi [Tokyo 2020], il sogno di ogni atleta.

Italia, Giappone, Ungheria, Francia, Russia, Corea hanno una tradizione antichissima nella disciplina e faranno di tutto per qualificarsi al nostro posto, bisogna stare «in guardia»!

Perché praticare la scherma?

La scherma è uno degli sport più completi, a livello sia fisico che mentale.

Praticare la scherma permette di sviluppare diverse virtù: tecnica, fisico e, soprattutto, testa.

La tecnica viene imparata e accresciuta nel corso della formazione, ma è affinata durante gli incontri. Il costante allenamento tonifica il fisico, incrementa la tenacia e la velocità di movimento.

La testa aiuta ad affrontare i molteplici momenti negativi e le sconfitte che ne susseguono. Ti allena a tenere duro e non mollare mai.