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Storia di una della più grandi rock band dei 2000 tra successi, flop, numeri da record e incredibili tragedie

Come spesso abbiamo visto in questa rubrica gli anni ’90 ed i 2000 sono stati rivoluzionari nel- la musica rock ed hanno portato quest’ultima ad una scissione quasi drastica tra ciò che c’era prima (old school) e ciò che c’è ora (new school).

Ed è proprio nella seconda metà degli anni novanta che si forma ed inizia la sua attività una band statunitense destinata a diventare il simbolo indiscusso del nu metal: quella dei Linkin Park. Dopo una serie di vicende legate alla loro formazione, tra cui un Ep andato male, il cambio di alcuni componenti, e l’utilizzo di diversi nomi prima di arrivare a quello definitivo, la band di L.A. sforna subito un capolavoro, Hybrid Theory, il quale in seguito diventerà disco di diamante negli Stati Uniti avendo venduto oltre 11 milioni di copie. Stracolmo di singoli che tutt’oggi, a distanza di quasi vent’anni dall’uscita, sono tra i preferiti deirockers come Papercut, One Step Closer, Crawling o In The End – solo per citarne alcuni -, questo album porta con sé un’onda innovativa indiscutibile perché unisce perfettamente elementi appartenenti a sfere completamente diverse con una precisione da chimici di laboratorio. Infatti alla voce acuta diChester Bennington - che tanto sa far emozionare quanto dare una carica incredibile – ed ai riff di chitarra pieni di groove di Brad Delson si uniscono le rime classiche dell’hip hop di Mike Shinoda e i suoni elettronici e da Dj di Joe Hahn. Il risultato che ne viene fuori è un nu metal fatto di ritornelli esplosivi che rimangono in testa – per questo spesso avvicinati al pop –, strofe pacate con le metriche del rap ed intermezzi rabbiosi in cui la tensione del brano si alza alle stelle per poi ri- solversi ancora nel ritornello. Uno schema quasi fisso quello dei Linkin Park, ma che nella semplicità trova la sua più grande forza e la chiave per il grande successo. Come già detto su, i puritani dell’heavy metal e del rock’n’roll non accolsero a braccia aperte il loro lavoro, così estremamente diverso da ciò che erano abituati ad ascoltare, ma i L.P. riuscirono ad andare oltre le critiche raggiungendo nuovo pubblico dove non riusciva ad attrarre il vecchio, divennero infatti gli idoli dei ragazzini, riuscendo anche nella difficile opera di avvicinare al metal chi già ascoltava hip hop e viceversa.
Nel marzo 2003 esce il loro secondo album, Meteora, anticipato l’anno precedente dall’uscita da un album di remixdei brani di Hybrid Theory e dal nome Reanimation. Meteora riuscì addirittura a battere i record del primo album, vendendo oltre 16 milioni di copie, contenendo anch’esso singoli importantissimi come Somewhere I Belong, Faint, From the Inside e Numb. Gli anni che vengono non sono facili per la band – tranne che per il fortunato Ep in collaborazione con Jay-Z -, la quale rimane sempre al top della musica mondiale, ma presentando prodotti non ritenuti all’altezza delle aspettative dei fan, riuscendo però a vendere molto. Il picco più alto in assoluto è arrivato nel luglio 2017, quando Bennington, malato di depressione, si è tolto la vita. La tragica scomparsa del cantante ha arrestato l’onda produttiva della band che il 27 ottobre dopo dedicò un concerto a Los Angeles per la sua memoria.