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Per Davide Fumagalli l’arte è sfidare i limiti fisici

Quando l’opera d’arte cattura l’occhio è perché vediamo in essa qualcosa che ci seduce: una bellezza rara che ci trascina. I capolavori sono una trappola in senso figurato, ma talvolta anche in senso letterale.

Davide Fumagalli, laureato in psicologia presso le Università di Pavia e Torino e da sempre appassionato per tutto ciò che affascina e stupisce l’occhio umano, dedica il suo tempo alla creatività realizzando vere e proprie gabbie artistiche.

Le sue creazioni consistono, per la maggior parte, in bottiglie di vetro con racchiusi al loro interno degli oggetti le cui dimensioni e forme sono quelle di un qualcosa che a primo impatto non crederemmo possa passare attraverso il collo di una bottiglia.

L’occhio vede, il cervello analizza e ne viene fuori un’unica parola: impossibile!
Eppure gli oggetti creati dall’artista sono più che possibili: sono qualcosa di fisico e concreto che possiamo tenere in mano e osservare. Solo poche persone al mondo si dedicano all’arte della realizzazione di oggetti impossibili e ne custodiscono i segreti. Per Davide esiste però un mistero che è importante svelare: nessuna delle bottiglie viene in alcun modo tagliata. Le opere vengono elaborate attraverso il ragionamento e la sperimentazione, per un periodo che può durare anche diversi mesi fino alla sua riuscita e che costa tanto sacrificio.

È proprio il tempo che precede la concretizzazione materiale di questi oggetti impossibili a catturare l’essenza di Davide e a faremergere il suo interesse per il problem solving. Il processo, definito da lui «tutt’altro che piacevole», lo seduce per il suo essere una challenge personale, ovvero quella di creare qualcosa che va oltre quello che riteniamo possibile nella vita quotidiana.

Il lavoro di cui l’artista va più orgoglioso è il Libro nella bottiglia, costatogli sei mesi solo nell’idealizzazione e molteplici tentativi falliti. Unica al mondo nella sua realizzazione, questa bottiglia che era destinata alla differenziata racchiude al suo interno un libro dalla copertina rigida trovato in una bibliocabina.

Davide dà a tutti gli oggetti che utilizza un valore nuovo che va oltre la loro essenza materiale, per lui sono «molto più che la semplice somma delle parti»: sono il compimento di una sfida che ha radici profonde nel suo essere. Per maggiori informazioni visitate il sito www. impossiblemaker.ch