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L’aspra metafora della monotonia nascosta nelle parole di una hit anni ’90 della band tedesca Fool’s Garden

Lemon Tree – Fool’s Garden
I'm sitting here in the boring room
It's just another rainy Sunday afternoon
I'm wasting my time, I got nothing to do
I'm hanging around, I'm waiting for you
But nothing ever happens and I wonder
I'm driving around in my car
I'm driving too fast, I'm driving too far
I'd like to change my point of view
I feel so lonely, I'm waiting for you
But nothing ever happens and I wonder
I wonder how
I wonder why
Yesterday you told me about the blue sky
And all that I can see is just a yellow lemon-tree
I'm turning my head up and down, I'm turning around
And all that I can see is just another lemon-tree
I’m sitting here, I miss the power
I'd like to go out taking a shower
But there's a heavy cloud inside my head
I feel so tired, put myself into bed
While nothing ever happens and I wonder

Isolation is not good for me
Isolation, I don't want to sit on the lemon-tree
I'm steppin' around in the desert of joy
Baby anyhow I'll get another toy
And everything will happen and you wonder

Uscita nel 1995, la hit della band tedesca Fool’s Garden, Lemon Tree, estratta dall’album Dish of the Day, è un chiaro esempio di come la musica, spesso e volentieri, abbia la forza di lanciare dei messaggi profondi alleggerendoli sotto la maschera di un ritmo allegro e spiritoso, una melodia armoniosa, e la creazione di immagini metaforiche che vanno a costituire quasi un ossimoro rispetto al significato del testo. Nascosta dietro l’immagine solare, positiva, colorata, di un albero di limoni, infatti, si nasconde un senso di malinconia dovuto all’estrema monotonia della visione dello stesso albero «mentre non succede nulla».

Ci sono almeno un paio di interpretazioni che si possono fornire a questa canzone. Cercando di leggere con attenzione il testo, tutte hanno come sostrato la monotonia e l’isolamento che Peter Freudenthaler – frontman della band – vuole esprimere.

Molti concordano che il racconto alla base di Lemon Tree è quello di un ragazzo che ha da poco rotto una relazione con la ragazza che amava (e, con ogni probabilità, ama ancora nell’arco temporale della canzone) e vive un momento in cui tutto gli sembra uguale, «l’unica cosa che riesco a vedere è un albero di limoni» al contrario di quel «cielo blu» di cui lei gli parlava. Dopo questa separazione, il mondo si è appiattito, vorrebbe «uscire a fare una doccia» ma gli «manca la forza» e così «si mette a letto». Sembra appunto quello stato apatico-depressivo che in molti, specie tra i più giovani, vivono in seguito alla perdita dell’amore della propria vita, quando ci si sente soli, persi e niente ha più valore ai nostri occhi. Così tentiamo anche piccoli atteggiamenti di ripicca - che puntualmente falliscono - come quando Peter scrive che «prenderà un altro giocattolo», per mostrarsi capace di andare oltre e al tempo stesso sminuire la donna che, probabilmente, lo ha lasciato. Il suo «non voglio sedermi sull’albero di limoni» fa trapelare appunto quella voglia di superare il momento, ma nonostante ciò, ancora nulla accade.

Un’altra chiave di lettura, più drammatica, potrebbe essere quella che ad essere descritta sia una situazione di tossicodipendenza. Chiusi nel loro mondo irreale, i tossicodipendenti vivono la loro vita entro i limiti del loro problema, isolati, emarginati, sperando che qualcuno possa salvarli (in questo senso il protagonista aspetta qualcuno, ma senza successo). Peter infatti dice che la testa gli gira e nell’incapacità di agire si sente stanco e di avere «una nuvola pesante in testa». Il fatto che non riesca a vedere nient’altro che l’albero di limoni, che in questo caso potrebbe rappresentare la sostanza stupefacente (probabilmente un acido, ricordando lontanamente il gusto del frutto del limone), sta ad indicare la sua assuefazione. Il «non voglio sedermi sull’albero di limoni» ora è la sua voglia di uscire dal tunnel della droga, ma, purtroppo niente accade e «tutto ciò che vedo è un altro albero di limoni».

In un caso o nell’altro, è chiaro, come detto in premessa, che la forza della musica sta nel potere di lanciare messaggi costruendo immagini fantastiche, nelle quali c’è molto più di ciò che si vede, o meglio, si sente.