Phuc Nicky Ngo, istruttore WKA Wing Chun Lugano, ci introduce all’antica arte dell’“eterna primavera”

Che cos’è il Wing Chun?

Si tratta di un'arte marziale cinese apparsa verso il 1600 in un monastero Shaolin del sud della Cina. È nata come metodo di autodifesa soprattutto per persone deboli, grazie alla monaca buddista Mui che, la leggenda narra, si è ispirata al combattimento tra un serpente ed una gru. Trasmessa quest’arte all’allieva Wing Chun, in italiano ‘eterna primavera’, il maestro Ip Man la insegnò a Bruce Lee ad Hong Kong. In Europa arriva e si espande poi negli anni 70 e 80 ed è oggi utilizzata dalle forze speciali come combattimento di autodifesa corpo a corpo di corta-media distanza.

Su quali principi si basa quest’arte marziale?

Il Wing Chun si basa sulle due principali filosofie orientali del Confucianesimo e del Taoismo. Da quest’ultimo, ad esempio, si trae il simbolo dello Ying e Yang che rappresenta le forze opposte. Da qui originano dei principi cardini del Wing Chun, tra cui quello di saper liberare la propria forza. Infatti, secondo questa filosofia, tutto parte dalla mente. Nella cultura occidentale si dice: “Dai che ce la fai. Stringi i denti”, concentrandosi così sull’uso della forza muscolare, mentre il lavoro mentale si limita all’essere costanti nell’esercitarsi, alla persistenza. L’obiettivo del Wing Chun è invece quello di insegnare ad usare la mente, a velocizzarla, per muovere l’energia all’interno del corpo, mantenendo però quest’ultimo sempre rilassato. Il fisico, alla fine, ha dei limiti; lo puoi allenare quanto vuoi ma col passare degli anni le performance fisiche calano. Diversamente, se tieni la mente sempre allenata, sempre fresca, questa non si stancherà mai e ti permetterà di superare i vincoli posti dal fisico. Il Wing Chun richiede tanto tempo e dedizione perché bisogna sviluppare la coordinazione corpo-mente; il mentale è, in realtà, un lavoro di una vita. Se la persona è consapevole del proprio corpo, allora riesce a controllare tutto.

Quali sono i passaggi fondamentali nell’insegnamento di quest’arte?

Nella fase iniziale, gli allievi imparano alcuni movimenti e forme, tra cui la Siu Nim Tao, che significa “piccola idea”. Insegniamo, poi, subito a rilassare il corpo, in quanto ci siamo accorti che i principianti tendono ad irrigidirsi, reazione del resto naturale, poiché quando abbiamo paura contraiamo tutti i muscoli. Così facendo, sprechiamo però energie e bisogna dunque imparare a fare il contrario, ovvero rimanere rilassati. Non molli, ma inteso come essere stabili, come un albero con le radici ben radicate. Lavoriamo poi sulla postura, sui meccanismi di movimento, insegnando forme applicabili nella vita quotidiana, con l’obiettivo di arrivare ad eseguirle senza pensarci, perché divenute degli automatismi. È importante infatti, imparare a reagire nel modo corretto, ma automaticamente, in risposta ad uno stimolo esterno. Nelle fasi più avanzate, si introduce poi il lavoro mentale che serve per rendere i colpi più pesanti, gestire meglio gli attacchi ed alleggerire il corpo. Il Wing Chun è figlio di una filosofia, di un modo di essere, in cui il fine è portare mente e corpo ad essere un tutt’uno e così esprimere equilibrio e forza.