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Un insolito alternarsi di angoscia e opportunità

I ritmi serrati e frenetici delle nostre vite, i continui via vai attraverso la quotidianità, anche se spesso criticati, finiscono forse per essere parte integrante della nostra esistenza, e quando vengono a mancare portano via con sé anche le certezze. Quando però là fuori c'è un muto antagonista, che dilaga, si insinua ovunque subdolamente e fa della nostra mancanza di armi la sua arma migliore, non possiamo che mettere la nostra vita in pausa. È in questo modo che nelle nostre giornate, sempre così rumorose, è improvvisamente calato il silenzio.

In questa particolare circostanza che ci consente di avere tempo per noi stessi più di quanto sia forse mai avvenuto, momenti di euforia e desiderio di approfittare al massimo di questa inedita situazione si alternano a uno scenario di sconforto e solitudine. Non è raro che alla vita con i suoi contorni familiari subentri un indefinito succedersi di noia e monotonia in cui ci sentiamo disorientati, spaventati.

Dal momento che l'interazione sociale è da sempre insita nella natura dell'uomo, non deve in effetti stupire, quando questa viene meno, ci si trovi in una condizione innaturale e dura da sostenere. Le sicurezze su cui si fonda la nostra rassicurante quotidianità sono le prime a essere intaccate, innescando così un meccanismo di demolizione di quei pochi elementi che rendono solide le nostre certezze riguardanti il ​​lavoro, le amicizie, le relazioni.

Il modo migliore per esorcizzare la paura, protagonista di questi giorni, è anche forse il più semplice: circondarsi di normalità. Bisogna quindi darsi degli obiettivi, costruire una routine, ritagliarsi del tempo per quelle passioni che non si ha mai avuto avuto il coraggio di lasciar fiorire, cercando in tal modo di avere un benessere psicofisico, per penetrare fino in fondo in quell'oscura monotonia che rischia di farci soccombere. Per questo nelle nostre case si sono accesi i fornelli, rispolverate le librerie e dalle finestre, insieme al suono della natura che, meravigliata, si riprende il suo spazio, si sentono chitarre e pianoforti. C'è chi approfitta del giardino di casa, solitamente inesplorato, per respirare a pieni polmoni una boccata d'aria, apprezzata ora come non mai, e c'è chi adesso riduce le crepe di alcuni rapporti famigliari.

In una situazione che mai avremmo potuto credere realizzabile, ciò che dobbiamo tenere a mente è che non possiamo abbandonarci allo scorrere del tempo, ma dobbiamo valorizzarlo e reinventarlo. Come sosteneva Seneca, infatti, niente ci appartiene, solo il tempo è nostro.