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Tra pura fantascienza e ipotetiche prove può essere avvenuto contatto tra uomini e alieni nell’antichità

Da quando l’uomo ha messo il naso fuori dall’orbita terrestre e ha iniziato ad esplorare di persona lo Spazio, è nata una curiosità che si è insinuata nella mente di tutti almeno una volta nella vita e che difficilmente troverà risposta nell’immediato futuro, a meno di improvvisi palesamenti: siamo da soli nell’Universo? A detta della maggior parte degli scienziati la risposta è negativa.

È del tutto contro-intuitivo pensare che, nella sconfinata immensità dello Spazio, esista solo un impercettibile punto in cui si sia sviluppata la vita, dove per «vita» non si intende necessariamente «vita intelligente» ma una qualsiasi declinazione di essa (anche organismi monocellulari). In effetti, già con le osservazioni che vengono fatte al giorno d’oggi, si sono trovati numerosi pianeti appartenenti ad altri sistemi solari nella cosiddetta zona abitabile, ovvero quella zona attorno ad una stella nella quale su un pianeta può trovarsi acqua allo stato liquido (fattore indispensabile per la possibilità di vita).

Ma ammettendo il caso che esistano specie aliene intelligenti e ammettendo anche che ne esistano alcune scientificamente e tecnologicamente più avanzate della nostra, che hanno già la possibilità di effettuare viaggi interstellari e un facile metodo per individuare la vita su un altro pianeta, a questo punto potrebbe essere molto plausibile averne ricevuto – o riceverne in futuro - una visita. Ed ancora, se c’è la possibilità che questi alieni ci visitino o ci visiteranno, non possiamo escludere la possibilità che essi lo abbiano già fatto secoli o millenni fa. Esistono infatti teorie, non riconosciute però dalla comunità scientifica, le quali affermano che i nostri antenati siano stati visitati in diverse occasioni da specie aliene, le quali hanno più o meno – in base alla teoria – influenzato l’andamento dell’umanità, o addirittura abbiano contribuito alla sua realizzazione come specie. Questo agglomerato di ipotesi prende il nome di teoria degli antichi astronauti e si basa su una serie di osservazioni storico-archeologiche che farebbero pensare ad un contatto, come ad esempio l’incredibile velocità con cui l’Homo Sapiens si sia evoluto rispetto a tutte le altre specie terrestri; la descrizione di déi o angeli come provenienti dal cielo, spesso su carri; e il ritrovamento di oggetti dalla difficile collocazione storica - detti OOPArt, «oggetti fuori posto» - perché frutto di una tecnologia troppo avanzata rispetto alla civiltà del tempo. Dando ascolto a queste teorie, quindi, gli alieni possono aver giocato geneticamente con noi rendendoci ciò che siamo oggi.

L’obiettivo di questa rubrica è quello di dare uno spunto di riflessione: superficialmente potrebbe sembrare pura fantascienza una nostra modifica genetica da parte di chissà che specie aliena, ma dopotutto l’uomo non fa lo stesso ormai da decenni con modificazioni genetiche su piante, animali e su sé stesso (eugenetica)? Magari una civiltà più avanzata della nostra ci ha sottoposto allo stesso processo senza che ne siamo consapevoli. Ed alla luce del nostro progresso scientifico nella genetica, questo non è affatto contro-intuitivo.