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Chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza”, Lorenzo il Magnifico

Nessuno è nato con la palla di cristallo e non è facile convivere con l’ignoto.

Le giornate vengono programmate su un’agenda fissando orari e luoghi, ma con la coscienza da parte di chi le riempie del suo tempo che quel piano potrebbe cambiare in un momento.

Il giorno prima si riflette sulle mille cose che si avranno da fare l’indomani e poi ci si ritrova chiusi in casa, così come la maggior parte di tutti quelli che ci circondano, per la minaccia di un virus che sta attraversando ogni confine.

Ci si ferma a pensare, forse anche troppo, e il timore paralizza. È come se tutto quello che si era certi di conoscere fino a quel momento scomparisse.

La paura più antica e pericolosa è quella dell’ignoto. Il non sapere non va d’accordo con la curiosità dell’essenza umana ed è proprio questo sentimento incompiuto a far perdere la concezione di quello che si è.

Ci si pone mille domande a cui una risposta certa non c’è: tutto potrebbe mutare in un solo istante. L’unico punto fisso siamo noi stessi, perché anche se diversi saremo pur sempre la somma di quello che desideriamo essere e di come scegliamo di reagire a ciò che accade lungo il cammino.

È normale avere dei timori sul futuro, siamo esseri umani che per istinto naturale di sopravvivenza necessitano di sapere come proteggersi.

Ma come difendersi da quello che non si conosce? Alcune persone non riescono a confrontarsi con questo ostacolo e lasciano alla paura le redini della loro vita, rinunciando ad essere padrone si sé stesse.

Non abbiamo soluzioni per domande così, ma si può sempre cercare di rispondervi; perché alla domanda Cosa farò domani? basta un piede fuori dal letto.