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*Quando la mente vuole rendere coscienti di una situazione che ostacola il proprio benessere. *

Sempre più spesso le persone si trovano in una situazione di “fight or flight”, ovvero combatti o scappa. Questo può portare a molteplici reazioni, le più comuni sono quattro. La prima è la paralisi, bloccarsi, questo si può presentarsi sotto diverse forme con un blocco fisico o un blocco mentale dove non si sa più da che parte girarsi. La seconda è il “fight”, ovvero combattere la situazione ritenuta pericolosa. Le altre due spesso vengono confuse e considerate uguali, sebbene sia molto diverse e sono: l’attacco di panico e l’attacco d’ansia. Entrambe sono delle reazioni di fuga estreme nei confronti di una situazione considerata pericolosa.
L’attacco di panico porta a credere di morire, infatti spesso si ha la sensazione di avere un infarto e per questo capita spesso che le persone con un attacco di panico vadano al prontosoccorso.
Il secondo invece a livello fisiologico è più simile ad un calo di pressione, con la necessità di voler scappare dal luogo e situazione in cui ci si trova.
In entrambe i casi quello che si prova è molto personale, quanto fatto prima è una generalizzazione. L’importante è capire che sono delle reazioni incontrollabili ad una situazione che causa disagio.
Non bisogna vergognarsi di aver vissuto questi eventi, infatti una tecnica per evitare che succedano o che il nostro corpo non inneschi una reazione stile i cani di Pavlov è parlarne.
Ovviamente un altro aspetto fondamentale è capire cosa ha scatenato tutto ciò è capire che, solitamente, è possibile uscire da questa situazione e che non è veramente mortale. L’importante è la propria salute e una situazione tossica necessita di essere stroncata per il proprio benessere.
Alcune tecniche che possono aiutare a mantenere lo stress sono la meditazione e la yoga. Entrambi permettono di focalizzarsi sul presente, escludendo i pensieri negativi. Infatti, in tutti e due il respiro è fondamentale, infatti in caso di ansia è molto importante concentrarsi sul respiro, un piccolo trucchetto è: inspirare profondamente, trattenere il respiro, espirare profondamente e ripetere questo per 3/4 volte.
Un altro aiuto in una situazione come questa è bere dell’acqua a piccoli sorsi, siccome permette di concentrarsi su un’azione esterna a noi e impedisce di andare in iperventilazione.
L’importante è capire che queste reazioni sono spontanee, ma comprendendo la fonte scatenante è possibile evitare che si ripetano, inoltre parlandone con le persone vicine è un grande aiuto.
L’importante è non vergognarsi, è la mente che aziona una reazione di protezione, solo che il livello di protezione “attivata” è troppo elevato per la situazione.