Rachele Alice BonalanzaRachele Alice Bonalanza profile image

Sfatiamo un mito: il «cibo veloce» non è per forza «junk food» ed oggi esistono opzioni sempre più sane

Quando pensate al significato di fast food, che cosa vi viene in mente? Al giorno d’oggi, associamo quasi inconsciamente a questo termine l’idea di cibo spazzatura, di alimenti che ci piacciono ma che non sono sani, ci fanno ingrassare e sfruttano gli animali. È veramente sempre così?

Ritorniamo alle radici. Fast food indica qualsiasi cibo preparato e pronto in poco tempo e questo può comportare l’uso di alcuni alimenti già cotti. I ritmi frenetici della vita moderna ci impongono sempre più di mangiare piatti preparati velocemente; quante volte abbiamo visto in una serie TV un avvocato a New York che a pranzo va a mangiarsi un hot dog al volo? In realtà, il fast food è sempre esistito. I primi casi di cibo già pronto risalgono all’antica Roma: non avendo le cucine negli appartamenti, le persone andavano a comprare zuppe e verdure cotte dai venditori in strada. Un altro caso risale al secondo secolo d.C. in Cina durante la dinastia degli Han, quando si vendevano spaghetti cinesi a bancarelle aperte in piazza tutta la notte. Anche nel Medioevo si vendevano nei luoghi pubblici pasti pronti quali frittelle, tortine, cialde e carne cotta. Lo sapevate che le ostriche, oggi cibo di lusso e costoso, tra il 1700 e 1800 erano vendute a New York come fast food?

E oggi? Il “cibo veloce” non è solo hamburger e fish & chips di McDonald’s; sempre più pizze ed insalate d’asporto, piadine “on the go”, e molte altre opzioni alimentari preparate al momento in poco tempo, stanno prendendo piede nel nostro mondo.
In relazione a questi cambiamenti, sorge la domanda: qual è la differenza tra un hamburger di McDonald’s ed uno fatto in casa, se usiamo gli stessi ingredienti? Non è tanto il mangiare piatti che si cucinano e preparano in fretta che è malsano, quanto piuttosto la qualità degli ingredienti, ovvero la qualità del pane, della carne e delle verdure che vengono usate. Osserviamo infatti che sta crescendo la consapevolezza dei consumatori rispetto alla qualità del cibo ed alle differenti opzioni alimentari quali vegano e vegetariano; questo sta stimolando la nascita di molte realtà diverse che rendono possibile mangiare fast food “di qualità”, dove si usano ingredienti buoni e sani. Paradigmatico è il McDonald’s svizzero che si è distaccato dall'idea di cibo spazzatura utilizzando prodotti migliori. Infatti, l'86% degli ingredienti che usa provengono da agricoltori e contadini svizzeri che aderiscono alle norme in vigore per un rispettoso allevamento degli animali.

Un altro discorso sarebbe quello di riflettere sulla velocità ed il ritmo incalzante della nostra vita quotidiana che non ci permette di sederci a tavola più spesso ed aspettare un piatto caldo e cucinato lentamente. Il fast food nasce per esigenze pratiche ma non dovremmo sempre mettere la praticità al primo posto.

È dunque importante tenere a mente che fast food non è necessariamente sinonimo di cibo spazzatura e che l’importanza sta nella qualità degli alimenti che ingeriamo. La prossima volta che addenterete un hamburger, godetevelo, perché potrebbe diventare un piatto solo per i più privilegiati, proprio come è successo con le ostriche!