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PREVENIRE MEGLIO CHE CURARE

Ci siamo mai fermati a pen- sare cosa significhi il ter- mine «tossicodipendenza»? Dal greco toxikon, che significa «veleno», indica un disturbo cronico caratterizzato da alcuni atteggiamenti come la ricerca compulsiva della sostanza, il non sapersi controllare nell’assunzione della stessa e stati emozionali negativi quando essa non viene assunta.

Non bisogna però intuitivamente collegare la tossicodipendenza alle droghe illegali. Il campo di cui bisogna tener conto è ben più ampio e riguarda tutte quelle sostanze che danno dipendenza ed hanno la caratterista, come dice la parola stessa, di essere tossiche. Non a caso, infatti, due delle tossicodipendenze più diffuse sono l’alcolismo ed il tabagismo. È interessante notare come alcol e tabacco siano tra le sostanze che mietono più vittime ma al tempo stesso le più reperibili. Il tabacco è terzo per assuefazione solo dopo l’eroina e la cocaina, per questo viene così difficile smettere di fumare e ci si ricade molto facilmente. Il fumo, tra l’altro, è un vizio molto caro ai ticinesi, se si pensa che circa il 23% di loro sono tabagisti. Altre sostanze del tutto legali ma che provocano una forte incidenza nelle statistiche sulle tossicodipendenze sono quelle contenute in molti farmaci, specialmente ansiolitici e antidepressivi (come le benzodiazepine).

Abbandonando la sponda legale, si entra in un mondo incredibilmente ampio di sostanze, che siano esse naturali o sintetiche, che bene o male sono state divise in due macro-gruppi: le droghe pesanti e le droghe leggere. Molti pensano che questa distinzione non andrebbe fatta e che andrebbero trattate tutte come sostanze potenzialmente pericolose, altri invece si dimostrano più tolleranti, specialmente nei confronti delle seconde. In effetti le posizioni hanno delle ottime argomentazioni a sostegno della loro opinione: da un lato è chiaro che l’utilizzo di droghe è deleterio per il nostro corpo e spesso ci rende incapaci di vivere la vita in modo «normale»; dall’altro, però, il proibizionismo non si è dimostrato poi così efficace - dato il regolare commercio e consumo di sostanze stupefacenti - notando che i paesi con le percentuali di consumo più basse sono proprio i più tolleranti. Una buona educazione e soprattutto una giusta informazione, però, aiuterebbero a prevenire il problema piuttosto che curarlo.