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Sally, Anna e la biglia. Il compito della «falsa credenza»

La teoria della mente si riferisce all’abilità di capire e prevedere il comportamento sulla base della comprensione degli stati mentali (emozioni, intenzioni, desideri e credenze) propri e altrui. Se affermo «lei vuole una mela», attribuisco all’altra persona uno stato interno diretto (desiderio) verso un oggetto esterno. Invece, se dico «lei pensa che questa sia una mela», conferisco all’altro uno stato interno di rappresentazione di una mela (meta-rappresentazione).
È stato dimostrato che i bambini di 2 anni dispongono di una psicologia del desiderio, che interpreta le azioni sulla base dei desideri e spiega le reazioni emotive dovute alla realizzazione (o meno) degli stessi.
Compiuti i 3 anni, i bambini hanno una psicologia della credenza-desiderio più complessa. Possono ora prevedere che una persona agisca non solo per i suoi desideri, ma anche per le sue credenze, vere o false che siano.
In primis, i bambini considerano solo le credenze vere, cioè quelle che rappresentano la realtà effettiva. Una mutazione avviene con la comprensione della «falsa credenza», quando apprendono che le azioni possono essere derivate da credenze sbagliate.
Esiste un prototipo di gioco che esperimenta la falsa credenza, conosciuto nel settore come false belief task. Al bambino (soggetto sperimentale) viene chiesto di prevedere come si comporterà la protagonista della seguente storiella. Ci sono due bambole, Sally e Anna, che nascondono una biglia in un cesto. Mentre Sally è andata a fare una passeggiata, Anna prende la biglia e la sposta in una scatola. Sally ritorna e vuole giocare con la biglia. «Dove cercherà la biglia Sally?», viene chiesto al bambino.
Il bambino di 3 anni risponde che Sally cercherà l’oggetto dove realmente si trova (nella scatola), non dove l’ha nascosto (nel cesto). Il riscontro del bambino è motivato dall’incapacità di rappresentare le credenze altrui quando sono differenti dalla realtà.
A partire dai 4 anni giungono, invece, risposte esatte: il bambino coglie la falsa credenza di Sally ed indica così il cesto e non il luogo dove si trova veramente la biglia (nella scatola). Il bambino che indica il cesto possiede perciò una teoria della mente ed è, quindi, in grado di rappresentare lo stato mentale di Sally, cioè quello che Sally crede (seppur erroneamente).