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Due linee di pensiero dimostrano perché la Guerra fredda finì in modo pacifico

Secondo alcuni studiosi di Relazioni Internazionali, la fine dell’Unione Sovietica (e della Guerra fredda) sarebbe attribuibile alle inaspettate conseguenze delle coraggiose riforme portate avanti da Michail Gorbačëv: la perestrojka e il glasnost (1985-1989); ovvero un programma di «ricostruzione» economica e di una «trasparenza», un’apertura, politica. L’audace fazione della linea riformista sovietica, inserita in un clima politico assai fragile, si dimostrò decisiva per la dissoluzione dell’Urss (1991).

Altri esperti sottolineano invece che la disgregazione sovietica fu merito del presidente statunitense Ronald Reagan e il suo avveniristico Strategic Defense Initiative, un sistema di difesa antimissilistica, conosciuto anche come «Scudo spaziale», da lui voluto per contrastare l’«impero del male», come ribattezzò l’Urss durante il discorso a Orlando del 1983. Si trattava di un meccanismo ideato per contrastare i missili balistici intercontinentali, in un clima di equilibrio del terrore (MAD, «distruzione mutua assicurata»). Per lo studio e la realizzazione vennero investiti circa 1,6 trilioni di dollari. Sebbene molti dubitassero sull’effettiva efficacia del programma, la sfrontatezza con la quale venne intrapreso creò forti pressioni internazionali e dimostrò la superiorità tecnologica dell’Occidente rispetto all’Urss, la quale non seppe rispondere al divario tecnologico e spaziale a causa delle difficoltà economiche e militari dovute all’amministrazione di un impero così vasto.
Il progetto venne conosciuto a livello mediatico con il termine «Starwars», dal nome di una trilogia cinematografica molto in voga a quei tempi.