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Ansia e paura: i due meccanismi psicologici che servono per la sopravvivenza, ma fino ad un certo punto

«Ho paura di vedere il risultato dell’esame», «Questa situazione mi crea ansia», «Durante l’esame sono andato in panico». Molto spesso noi studenti utilizziamo queste espressioni in modo quasi intercambiabile. Paura, ansia e panico però, corrispondono a reazioni psico-fisiche molto diverse tra loro.

La paura - in inglese fear, dal germanico feraz, ossia «pericolo» - è un’emozione primaria che ha la funzione adattativa di segnalare la presenza di un pericolo e di favorire la messa in atto della risposta più idonea per affrontarlo.

Di fronte a qualcosa che ci spaventa infatti, le risposte possibili sono due: combattere o fuggire, «fight or flight». Per superare l’esame universitario che ci spaventa di più, infatti, possiamo fuggire e rimandarlo alla sessione successiva o combattere, invece che con gli artigli, sfoderando le nostre risorse.

L’ansia, invece, deriva dall’aggettivo latino anxus, che significa stretto. Non a caso, coloro che soffrono di disturbi d’ansia, spesso soffrono di sensazioni di soffocamento, come se fossero intrappolati in una stanza molto stretta con poco ossigeno. Per comprendere cosa siano i disturbi d’ansia, occorre fare una distinzione tra l’ansia «normale» e l’ansia «patologica».

L’ansia normale è uno stato di attivazione psico-fisica, che è una funzione adattativa atta a favorire le strategie comportamentali ritenute più idonee, ad esempio studiare fino a tarda notte per un esame per cui non si è molto preparati.

L’ansia patologica, invece, è caratterizzata da una costante valutazione negativa delle aspettative future che ci impedisce di svolgere le attività quotidiane. Se la paura è una risposta emotiva ad una minaccia reale ben identificabile, l’ansia è, piuttosto, l’anticipazione di una minaccia futura in assenza di uno stimolo ben definito, risultante dall’interazione tra molteplici fonti di pericolo percepito. Alcuni esempi: la paura di aver contratto il coronavirus, la preoccupazione di non trovare un lavoro o la paura di essere lasciati dal proprio partner. L’ansia quindi è più orientata al futuro, la paura invece è orientata al presente.

Dal punto di vista sintomatologico, nelle reazioni di paura i sintomi sono prettamente cardiovascolari con tremore e sudorazione aumentata mentre l’ansia è una condizione più associata a tensione muscolare. Entrambe queste esperienze sono fondamentali per la sopravvivenza della specie umana, poiché preparano l’organismo a rispondere alle sfide. Nel caso fossero patologiche, oltre alle terapie farmacologiche, sono disponibili diverse tecniche di rilassamento come la meditazione «mindfulness» ed il training autogeno.

L’ansia, inoltre, deve essere distinta dal «panico» non solo per una differenza a livello di intensità, ma anche per una vera e propria differenza qualitativa: nell’attacco di panico la sintomatologia prevalente è, invece, quella respiratoria. Un attacco di panico è limitato nel tempo e ha una durata che va da alcuni minuti a mezz’ora, è inatteso ed estremamente intenso, in cui si ha la sensazione di essere in pericolo di vita.

È bene ricordare che l’USI fornisce un servizio di consulenza psicologica a tutti i suoi studenti.