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Da «cibo degli dei» a prelibatezza per tutti


Uno degli alimenti tipici della Svizzera e uno dei più amati al mondo è la cioccolata.

Si tratta di un prodotto ricavato dai semi dell’albero di cacao. Questa pianta ha origini antichissime: alcune ricerche botaniche dimostrano che fosse già presente 6000 anni fa nelle valli del Rio delle Amazzoni.

La prima età dell’oro del cacao risale al 1000 a.C., quando i Maya ne iniziarono la coltivazione nella zona del Belize, Guatemala e Messico meridionale.

In quel tempo le fave di cacao non erano solo cibo, ma anche valuta di scambio e una delle principali offerte agli dei (da qui il nome scientifico della pianta: Theobroma, dal greco theós, “dio”, e brôma, “cibo”). Le piante di Theobroma cacao sono molto esigenti: crescono ai tropici (tra il 20° parallelo nord e il 20° parallelo sud) e producono costantemente fiori e frutti, che si sviluppano direttamente sul tronco.

La bevanda a base di cacao che si preparava nel centro America aveva poco a che fare con la tazza di cioccolata consumata oggi. A quel tempo, gli uomini, non conoscendo né latte in polvere né zucchero, mescolavano il cacao con acqua e spezie (tra le quali il peperoncino, il pepe e la vaniglia). La bevanda derivante dall’intruglio venne battezzata "cacahuatl" dagli Aztechi e "kakaw" dai Maya.

Importata in Europa dopo la conquista spagnola dell’America, nel XVIII secolo diventa un prezioso alimento preparato e servito da cioccolatieri professionisti su richiesta di re, nobili e clero.

L'industrializzazione della fine del XIX secolo ha contribuito a diffondere il cioccolato in grandi quantità e ad un prezzo più conveniente.

Oggi la cioccolata può essere gustata da tutti e gli svizzeri ne sono golosi: nel 2017 ne hanno consumata una media di 10,5 kg a testa!