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L’artista messicano al ventesimo posto della classifica dei cento migliori chitarristi della storia del rock

Nato in Messico nel luglio del ’47, figlio di una famiglia di musicisti, Carlos Santana è uno tra i chitarristi più importanti nella storia della musica rock, collocato dalla celebre rivista Rolling Stone al ventesimo posto della classifica dei 100 migliori chitarristi (sopra di lui solo istituzioni come Hendrix, Clapton, Jimmy Page e Gilmour). Eppure la sua storia nasce dal niente, come spesso succede per i più grandi. Si trasferisce con la famiglia negli USA all’età di quattordici anni, aiutando economicamente la famiglia svolgendo lavori umili.

La passione per la musica però lo aveva travolto già da bambino, prima con il violino, poi muovendo le prime dita da autodidatta su una chitarra. La prima band la forma già pochi anni dopo essere arrivato in America, con il nome di Santana, della quale lui era chitarrista e cantante, e che propone un rock abbastanza classico. Prima ancora dell’uscita del primo album si infiltrano nella band influenze latino-americane nel reparto ritmico con l’inserimento di percussioni, ma nonostante questo il loro primo prodotto discografico, omonimo, uscito con la Columbia Records, non gode di molta fortuna. Quest’ultima invece arriva alla grande con l’uscita di Abraxas nel 1970. Il disco vende oltre 4 milioni di copie e irrompe nelle classifiche mondiali. Santana, a questo punto, comincia a mischiare nel canovaccio della sua musica - già abbastanza difficilmente definibile in un solo genere – anche elementi jazz e fusion, che portano da un lato ad alcune divergenze all’interno della band, ma dall’altro all’uscita di Santana III. Queste nuove influenze si consolideranno ancor di più nel ’72 con l’uscita di Caravanserai, che riceverà un disco di platino.

Ma dopo questo successo incredibile, le vendite cominciano di nuovo a calare, tanto da stimolare i Santana a fare un passo indietro e a riproporre le loro originarie influenze latine pubblicando Amigos, album contenente uno dei brani più famosi della carriera di Carlos Santana: Europa (Earth’s Cry Heaven’s Smile). Il ritrovato successo ed il fatto che ormai il trentenne chitarrista messicano avesse assunto una connotazione ben chiara e riconoscibile all’interno della musica del periodo, gli permisero di avviare anche una carriera da solista sempre con l’aiuto della Columbia Records.

Gli anni ’80 e ‘90 però non sono un periodo felice: da un lato portano collaborazioni con artisti molto importanti, dall’altro l’esplosione della musica pop riduce visivamente le vendite. Ma alla fine di questo periodo esce il capolavoro: Supernatural, il quale in questo 2019 spegne la bellezza di venti candeline essendo uscito nel gigno del ‘99. Disco iconico della carriera di Santana con all’interno successi come Smooth, Maria Maria, e Corazòn Espinado, vende oltre trenta milioni di copie, vince quindici dischi di platino e 9 Grammy Awards. Il nuovo millennio poi gli porta collaborazioni del calbro di Michael Jackson, Shakira, Steven Tyler (Aerosmith) e Tina Turner.

Il suo ultimo disco risale al 2012, e dopo oltre cinquant’anni di carriera, l’ormai settantenne Carlos riesce ancora a far innamorare della sua musica le nuove generazioni.