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Il disturbo legato alla paura è frequente: 1 persona su 6 ne ha sofferto

La paura, insieme a tristezza, gioia, disgusto e rabbia, è una delle cinque emozioni primarie, le quali permettono agli esseri umani di sopravvivere. Essa fa parte dell’evoluzione e consente di comprendere i rischi circostanti e di conseguenza di reagire prontamente. Il nostro corpo di fonte ai pericoli produce l’adrenalina, la quale attiva la reazione “fight or flight”: combattere l’ostacolo oppure abbandonare la situazione. In questa reazione il cuore accelera per irrorare di sangue i muscoli per il movimento o la fuga, e per aumentarne le prestazioni, inoltre il respiro si fa più accentuato.

I problemi nascono nel momento in cui non riusciamo a spegnere le nostre reazioni corporee e mentali di fronte a una minaccia che non è più presente né imminente, così che la risposta allo stress diventa cronica.
La fobia è un’irrazionale e persistente paura, non controllabile dalla ragione, per specifiche situazioni, oggetti, attività, persone o animali, le quali non rappresentano un reale pericolo. Questo può portare al tentativo sistematico di evitare tale circostanza andando a limitare l’autonomia della persona. I sintomi fisiologici sono: tachicardia, vertigini, nausea, senso di soffocamento, tremito e spossatezza. Il maggiore problema della fobia è la reazione istantanea di fuggire dalle situazioni scatenanti. Ma evitare l'ostacolo segna solo un goal a favore di questa paura.

Nelle fobie l’organismo associa in modo automatico la pericolosità a un oggetto o una situazione non pericolosi in realtà. La paura, invece, è semplicemente legata alle esperienze di apprendimento involontario nei confronti di qualcosa, che spesso, però, si dimostrano errate.