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L’IDEATORIO (USI) SI RINNOVA E PROPONE UNA STAGIONE RICCA DI EVENTI PER TUTTI

Il 7 settembre 2019, L’ideatorio, un servizio dell’Università della Svizzera Italiana, ha inaugurato la nuova sede espositiva di Cadro (Lugano) negli spazi dell’ex-Municipio. Ne abbiamo parlato con il dr. Giovanni Pellegri.

Qual è l’intenzione, portare la scienza verso il pubblico?
È un luogo d’incontro, dove bambini, ragazzi e adulti possono riflettere, giocare e scoprire il mondo della scienza. L’esposizione interattiva sul cervello, il laboratorio olfattivo e il planetario astronomico sono alcune delle nostre proposte ai visitatori.
Il desiderio consiste nel lasciarsi educare da quanto ci circonda e mostrare come la nostra storia di uomini sia tutt’altro che scontata.
La realtà diventa quindi un elemento forte, con la quale confrontarsi. Il premio Nobel Perrin, si chiedeva «che cosa sarebbe il pensiero umano se non potessimo vedere le stelle?» Non si tratta quindi solo di spiegare il cielo stellato, ma di rapportarsi con quello che esso suscita in noi.

Cosa suscita?
Arte, letteratura, teologia, credenze si sono alimentate dal rapporto con l’infinito. Le visioni sul cielo, come emerso dalla ricerca scientifica, modificano e alimentano le visioni sull’uomo.
Sarebbe infatti riduttivo considerare l’astronomia e la scienza come mera acquisizione di conoscenze specializzate, anziché come un vero e proprio processo culturale.
Il cielo stellato ci induce ad andare “oltre” per cercare le risposte al nostro bisogno di infinito.
Abbiamo bisogno di recuperare la forza educatrice della scienza, come quegli scienziati che, in un sasso, in una stella o in una cellula, continuano a cercare instancabilmente un qualcosa che produca un senso.