Giulia FacchiniGiulia Facchini profile image

I ragionamenti e i pensieri sull’avventura in Finlandia grazie all’area di approfondimento ICE dell’USI

Alla fine di questo periodo ad Helsinki si comincia a tirare le somme, pensando a quello che si è vissuto e imparato. Ovviamente vivere un’esperienza in una città nuova a 2503.7 km di distanza da Lugano ha un impatto molto forte su diversi fattori, tra cui sia quello personale che universitario. Dal lato scolastico questa esperienza ha permesso di comprendere appieno concetti, i quali nella vita quotidiana vengono dati per scontato oppure neanche presi in considerazione. Un esempio di questo è l’importanza che viene data alle aziende in ogni loro sfaccettatura e in tutta la catena che ne consegue, ovvero dalla materia prima al consumatore. Unendo tutte le nozioni apprese è possibile comprendere l’approccio sostenibile che ogni azienda dovrebbe adottare, non solo per il benessere dell’ambiente, dell’umanità e della società, ma anche per sé stessa attraverso una visione incentrata all’offrire al cliente un servizio migliore nel modo migliore. Questo pensiero può sembrare ovvio e anche semplicistico, invece riuscire a comprenderlo pienamente e riuscire ad applicarlo può creare una reazione a catena con la sostenibilità come fine e la risoluzione dei 12 obiettivi dei Sustainable Development Goals.
Dal lato umano essere confrontati con una cultura differente rende più coscienti della propria e mette in evidenza problemi che prima si davano per scontati o non si dava il giusto peso. Un esempio di questo è il problema climatico che stanno vivendo i paesi del nord, come il resto del mondo. Il 2 dicembre 2018 a Levi in Lapponia, al circolo polare artico, la temperatura si aggirava attorno allo zero, c’era 1 cm di neve e, conseguentemente, la necessità di usare neve artificiale sulle piste da scii. Questo innalzamento delle temperature per le nostre latitudini può avere delle ripercussioni ma, a mio avviso, non sempre ci rendiamo conto di quanto questo sia grave e di cosa voglia veramente dire. Infatti, parlando con le persone di Levi abbiamo saputo che normalmente ad inizio dicembre c’erano come minimo 5 metri di neve e le temperature si aggiravano attorno ai -15°C. Questo cambio climatico non ha solo portato un forte impatto negativo sul turismo ma ancora più grave, sulla vita delle persone, le quali hanno adattato la loro vita sul clima rigido e riuscire a trarne un vantaggio. Questo loro comportamento è parte del concetto sisu, il quale indica la forza di adattarsi alle situazioni e trarne ogni aspetto positivo, sicuramente questa filosofia di vita aiuterà a trovare una soluzione e cercare di trovare una stabilità.
Il progetto ICE ha permesso di entrare a conoscenza di molte nozioni prima sconosciute o applicate in modo differente, le quali grazie a questa esperienza stanno prendendo una differente forma. L’apertura mentale non è una qualità innata ma deve essere coltivata attraverso diverse esperienze, la curiosità e la voglia di imparare; e questo è proprio lo scopo del progetto.
La Finlandia e la Business School di Hanken hanno permesso a noi studenti di sviluppare, applicare e migliorare le nostre abilità in modo differente, aiutando a mettendoci in gioco e raggiungere obiettivi nati grazie alle nuove conoscenze apprese a livello umano e universitario.