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Il sindaco consegnerà le chiavi della città il 28 febbraio. Manca poco alla  156ma edizione del Rabadan

Secondo la tradizione, il Carnevale di Bellinzona sarebbe nato più di centocinquant’anni fa (per l’esattezza, 156 anni) e sarebbe diventato famoso con il nome Rabadan già a partire dal 1874. La parola Rabadan richiama subito per assonanza il termine «Ramadan», il nono mese lunare del calendario musulmano, durante il quale, secondo una prescrizione coranica, i musulmani devono osservare la totale astinenza da cibi e bevande e dai rapporti sessuali dall’aurora al tramonto; mentre pratiche devozionali e di festeggiamenti possono essere largamente praticate dopo l’imbrunire.  È proprio da questi tripudi e svaghi notturni che sarebbe stata coniata (secondo alcuni da cavalieri che videro tale pratica islamica durante le Crociate) la parola dialettale nord italica di Rabadan, che significa appunto «baraonda», «baccano», «chiasso» o «frastuono». Tale nomea venne data, contemporaneamente alla manifestazione di Bellinzona, anche ad un giornale carnevalesco-umoristico milanese («Rabadan», 1875-1884), di stampo «impolitico e antiletterario», che veniva edito annualmente, più precisamente «ogni settimana… grassa», come recitava il suo sottotitolo. Dunque, oltre ad intrecci filologici, intorno al Carnevale di Bellinzona si aggirano storie e vicende antichissime che talvolta sfociano nella leggenda, tanto che alcuni ipotizzano che la tradizione risalga addirittura al tempo dei suoi castelli.

Oggi il Rabadan di Bellinzona è sempre più famoso, non solo nel cantone: ogni anno circa 150.000 persone si mobilitano per l’evento e accorrono nella capitale ticinese. Il fine? «Baccano», svago, divertimento e tanta allegria.

La cerimonia viene inaugurata ufficialmente la sera del giovedì grasso (quest’anno il 28 febbraio), quando il sindaco consegna le chiavi della città (ironicamente enormi) a Sua Maestà Re Rabadan, il quale, da quel momento, assume simbolicamente il governo della capitale fino al martedì grasso (5 marzo). Dopo aver assunto il potere, il Re pronuncia un divertente (e tagliente) discorso di insediamento allusivo ai fatti locali più celebri accaduti durante l’anno. Sarà poi lui, insieme alla sua corte, a sfilare per primo per le strade della città. Giovedì 28 febbraio, oltre al «Carnevale del cuore» e la cerimonia di apertura, ci sarà l’attesissimo «Ballo del Re». Eventi, dj e concert shows si susseguiranno ogni sera con un ricco numero di artisti. La giornata di venerdì 1 marzo sarà dedicata ai meno giovani e ai bambini. Sabato 2 toccherà alle immancabili Guggen, le tipiche bande musicali carnevalesche svizzere, che suoneranno la loro “melodia” (Guggenmusik) durante due concerti. Il grande corteo mascherato, con carri umoristici e satirici, sfilerà domenica pomeriggio e attraverserà buona parte della città. Ad esso seguiranno il concerto dei Guggen ticinesi e le premiazioni. Lunedì 4 torneranno protagonisti i bambini con giochi e merenda; la sera toccherà alla cena con fondue al formaggio e al Rabathlon (tiro alla fune, rabarun e palo della cuccagna). Martedì grasso, il 5 marzo, verrà chiusa l’edizione del carnevale 2019, non prima di aver gustato il tradizionale risotto e luganighe ed aver partecipato alla grande tombola.