Amedeo GaspariniAmedeo Gasparini profile image

Com’è arrivata in Italia?

Sono arrivata in Italia nel ‘75 come rifugiata: ero una giovane giornalista fuggita dal regime di Pinochet. Sono uscita dal Cile grazie e attraverso l’Ambasciata Italiana, col salvacondotto delle Nazioni Unite e il mio primo arrivo in Europa fu in Svizzera.

Come mai proprio l’Italia?

Era l’unica Ambasciata aperta. Era una scelta “obbligata”, ma io non volevo lasciare il mio paese.

Lei era già giornalista nel ‘75 …

Sì, io mi sono laureata nel ‘70 in Giornalismo all’Università del Cile.

11 settembre del 1973: assalto al Palazzo della Moneda. Come ricorda la stampa in generale all’epoca sotto il regime?

C’erano soltanto due giornali che erano approvati dalla Giunta del regime. El Mercurio (giornale conservatore e il più importante del Paese per cui sono corrispondente) e la Tercera(giornale più popolare, populista e conservatore).

I cileni sono interessati a quello che avviene in Italia?

Molto! L’Italia attrae moltissimo. A tutti i livelli: trovi la parola “cappuccino” scritto nelle maniere più assurde oppure la pizza quattro stagioni diventa pizza “quattro stazioni” … Tutto: dalla moda, all’enogastronomia. I cileni sono affezionati all’Italia.

E i cileni sono affezionati al giornale di carta oppure preferiscono il tablet e i formati elettronici?

Si sono sviluppati molto le nuove tecnologie: pensa che quando qui il faxstava solo negli uffici, in Cile era già usato dai commercianti. Era più avanti, così come la Spagna. Poi sai, El Mercurio è sempre El Mercurio. Il Mercurio è un giornale molto letto in Cile. C’è ancora lo zoccolo duro dei lettori. Al Mercurio ci sono dei ragazzi che fanno tanta pratica e sono stati scelti dalle principali università.

Come mai la stampa italiana ed europea in generale tende a ignorare il Sud America?

Intanto perché l’Italia è molto concentrata su se stessa. Vedendo la televisione francese mi rendo conto che danno molto più spazio alle notizie internazionali (forse perché, come la Spagna, è stato un paese colonizzatore).

Cosa risponde agli italiani che le chiedono com’è il Cile?

Domanda molto difficile, perché io sono venuta via dal Cile nel ‘75 ed era un paese preindustriale. Io non sono potuta entrare in Cile per tredici anni, quindi sono rientrata nell’88, quando c’era ancora Pinochet.

Poi c’è stato il referendum

Sì, il Cile si stava aprendo piano piano e mi hanno invitata un gruppo di giornalisti per delle iniziative culturali. L’ho trovato un paese diverso.

La sezione degli esteri anche in Cile viene trascurata?

El Mercurio ha una bella sezione degli esteri. Credo che la sezione “esteri” del Mercurio sia importante nel giornale, anche se loro si lamentano che hanno poche pagine.

Crede che nel futuro sarà ancora essenziale la figura del corrispondente estero?

Credo di sì, perché il corrispondente non ti dà solo la sua versione, ma respira l’aria che racconta. Internet lascia il tempo che trova. Adesso si è “riaperta” la figura del reporter, colui che va a cercare le notizie alla fonte. Questa figura si era un po’ persa, così come il giornalismo d’inchiesta.

Quali consigli a un giovane che vuole fare il giornalista?

Essere seri e non scoraggiarsi mai.

https://www.amedeogasparini.com/