Marco ToscaMarco Tosca profile image
  • Dividiamo?! Cosa diavolo vuole dire dividiamo?
  • Vuole dire che io mi prendo il 70% e tu il 30.
  • Ma non se ne parla nemmeno! Io suono e tu incassi? Voglio almeno il 60%. Oppure non si fa nulla.
  • Ma tu non capisci, io conosco molte persone di chiesa e ti potrei far suonare l’organo a tutte le messe della città. So che danno 35 $ a messa! Per una media di tre messe al giorno, sono 735 $ alla settimana. Per lavorare solo tre ore al giorno. Io ti gestisco gli affari: mi accordo con i preti, ti trovo le messe ed amministro il vile denaro. A te invece lascio l’aspetto virtuoso, l’opportunità di partecipare a 21 messe alla settimana, 1095 all’anno, da protagonista, facendo del bene, e vivendo di musica, di musica sacra. Pensa, pagato per stare a messa, per purificare la tua anima, allietando con la tua musica le preghiere dei pii. Ti sto dando la possibilità di vivere come un santo, di diventare santo. Io mi farò carico degli aspetti peccaminosi, del denaro che corrompe l’uomo e lascerò che tu possa vivere come un uomo probo, di chiesa e di preghiera e non dimenticherò di concedere anche a te quel giusto compenso che ti spetta. Lo capisci ora che quello che ci guadagnerà sarai tu? A me il dovere, a te il piacere. E poi pensa, dopo avere vissuto in terra come un santo, finalmente la Vera Ricompensa, la gioia eterna del Paradiso. Gioia in vita e gioia dopo la morte, gioia in cielo ed altra gioia in terra, perché il tuo nome sarà ricordato e pregato nei secoli, impresso su tutti i calendari dei fedeli. Ti farò suonare a tutte le messe, festive e feriali, ai battesimi, ai funerali, ai matrimoni. Un momento… hai una pianola?
  • Si, ma cosa c'entra?
  • Meraviglioso! Ti farò suonare anche ai matrimoni civili, in tutti i comuni della regione! E lì si che le mance fioccano, credimi. Ma questi sono miseri dettagli. Ti eviterò la scocciatura di diventare ricco e ti concederò il privilegio di rimanere povero, povero di spirito. Perché ricorda: «E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli». Ma non capisci la fortuna che ti è capitata? Dovrebbero fare me santo, che morirò martire. Mi sacrificherò io per te, accollandomi i rischi del guadagno e del peccato, per amor tuo. E poi tu sai anche cantare, giusto? Te lo hanno mai detto che «cantare è pregare due volte»? Dunque che dico santo, ti faranno santissimo! Più santo dei santi del medioevo. Per loro era tutto ora et labora, per te ora sarà labora. E quando le genti all’ingresso della chiesa domanderanno «chi è costui?» tutti risponderanno: «è il santo che con l’arte della musica dedicò la vita al servizio del Signore».
  • Amico le tue parola sono così convincenti che non vedo l’ora di suonare, di suonare per il Signore e per i pii. Ma ascolta, perché invece di farci pagare non lo facciamo gratis?
  • Gratis?
  • Si, la nostra ricompensa sarà l’amore che Dio ci concederà, così che anche tu, che dedicherai a tuo modo la vita al Signore, possa ricevere la Ricompensa Eterna.
  • Ma cosa diavolo stai dicendo? Con la santità non si mangia mica! E nemmeno si beve. E comunque, se mai dovessi accorgermi di essere stato vinto dalla cupidigia, tu non temere. Avrò sempre tempo di pentirmi, in punto di morte. Adesso andiamo, abbiamo già perso abbastanza tempo. Basta pensare a me e corriamo a salvare la tua anima. A me il dovere, a te il piacere.