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Lungo un lato del cantiere del nuovo campus USI-SUPSI, a pari passo con il fiume Cassarate c’è un’esposizione all’aperto di opere d’arte: si tratta di undici murales realizzati da giovani artisti svizzeri colorano le recinzioni, altrimenti bianche. Tra i disegni realizzati grazie ad Arte Urbana Lugano, promotrice di iniziative artistiche nella città, ne appare uno che ha un legame con il nostro giornale, infatti rappresenta un universo lungo ben 10 metri. La creatrice è la 21enne ticinese Yumi Ferretti, di professione tecnico modellista, alla sua prima esperienza con un formato così grande, ma da sempre immersa in un ambiente artistico perché i genitori si occupano d’arte da una vita.

Raccontaci dell’esperienza che hai vissuto nei giorni di lavoro al futuro campus

Mi sono divertita molto, ho imparato ad utilizzare nuove tecniche su grandi spazi, per questioni di proporzioni ho dovuto ridimensionare il mio disegno perché l’avevo ideato su 6 metri, è stata una bella sfida. Ovviamente il disegno doveva avere un legame con ciò che viene costruito all’interno del cantiere, poi ci hanno dato piena libertà.

Ho voluto rappresentare il rapporto tra la scienza e l’uomo: tutto parte dalla sua osservazione del mondo e dal desiderio di voler trovare un significato.

Ho utilizzato molti simboli, che rappresentano le discipline del nuovo campus, poi c’è la geometria sacra, il passaggio dal piccolo al grande (dagli atomi all’universo); ad esempio le mani rappresentano la meccanica, poi c’è il tardigrado, un microrganismo (una scoperta recente), sopravvive a diverse condizioni. Ci ho messo una settimana a finirlo, ho chiesto anche aiuto ad alcuni amici, ma ho usato tutti i giorni a disposizione.

In Ticino ci siano sufficienti iniziative come Arte Urbana Lugano, che permettono a giovani artisti d’esprimersi e condividere le loro opere?

Siamo sicuramente sulla buona strada, ma penso si possa fare di più, visti tutti gli spazi che ci sono a disposizione, come i numerosi cantieri. Questo lavoro mi ha fatto realizzare che la gente apprezza tantissimo un po’ di colore in città, è sicuramente meglio di un muro bianco asettico. I comuni del Cantone potrebbero offrire più spazi e, assieme ad alcune organizzazioni ticinesi, si potrebbero promuovere più momenti simili a questa iniziativa. Sarebbe davvero bello!

Alcuni potrebbero storcere il naso guardando i vostri lavori, non tutti considerano i murales come una forma d’arte. Cosa diresti a queste persone?

L’arte è molto soggettiva, ma non bisogna pensare che “arte” corrisponde a quello che si vede in un museo o per strada, piuttosto bisogna riflettere su cosa ci trasmette. Capisco lo scettiscismo iniziale verso i murales perché le persone spesso li confondono con le scritte e i graffiti meno elaborati, cioè qualcosa che esteticamente non le attrae. Ma non si può generalizzare, non si ferma tutto lì, anzi… Se si tratta di un pregiudizio nato dal fatto che l’opera si trova in strada, allora lo trovo illogico: basta guardare questi murales per capire che dietro ci sono anche dei talenti, con una manualità e una tecnica meritevoli di riconoscimento.

I murales sono dei quadri all’aperto dove il muro fa da cornice, il rischio è che con il tempo vengano cancellati. Non ti dispiace sapere che un giorno le tue opere potrebbero non esserci più?

Non mi turba, non è necessario lasciare un disegno permanente. Certo, ci si mette parte del proprio tempo, ma non bisogna per forza conservarli. In alcuni casi si potrebbe creare uno spazio espositivo e riutilizzarli per altri scopi, però i murales dell’università quasi sicuramente si rovineranno.

Se ci fossero più spazi messi a disposizione, pensi che il graffitismo vandalico diminuirebbe drasticamente, o c’è una componente di trasgressione che spinge a voler mettere “la propria firma” dove non si dovrebbe?

Il graffitismo in sé è nato in un periodo di oppressione dove i giovani hanno iniziato a farsi sentire in questo modo, per esprimere un messaggio. Da una cosa nasce un’altra, si è poi trasformato in una battaglia tra tag (ndr. firma, nome d’arte del graffitaro). Dare più spazio non cambierebbe più di tanto la situazione da questo punto di vista, comunque non per forza chi disegna murales vuole fare anche tag.