Marco AngeloniMarco Angeloni profile image

Intervista a Francesco Bossaglia, direttore-assistente dell’Ensemble900

Sabato 12 maggio alle ore 20.30 torna l’appuntamento con SUPSI ARTS. Al LAC i musicisti dell’Ensemble900 del Conservatorio della Svizzera italiana, gli attori dell’Accademia Teatro Dimitri e gli studenti del corso di laurea in Comunicazione Visiva della SUPSI metteranno in scena Le désir attrapé par la queue, uno spettacolo multimediale basato sull’omonimo copione teatrale surrealista di Pablo Picasso, al quale saranno affiancate le coloratissime musiche di scena di Igor Stravinskij.
I monologhi culinari del protagonista Gros Pied, le lamentele dell’Angoisse Grasse e dell’Angoisse Maigre, le assurde vicende della Tarte e dell’Oignon saranno messi in dialogo con le composizioni musicali di Stravinskij, dando vita ad uno spettacolo assolutamente imprevedibile.

Uno spettacolo frutto della collaborazione tra il Conservatorio della Svizzera italiana, l’Accademia Teatro Dimitri e la SUPSI. Da dove nasce l’idea della sinergia?

SUSPI ARTS è un progetto che nasce più di dieci anni fa per volontà del Maestro Giorgio Bernasconi, fondatore della Stagione 900presente. Il rapporto di amicizia tra il Maestro ed alcuni docenti dell'Accademia Teatro Dimitri e del corso di laurea in Comunicazione Visiva del Dipartimento Ambiente Costruzioni e Design (DACD) della SUPSI ha favorito la nascita delle prime collaborazioni tra le Scuole; questo ha creato un legame che è cresciuto, si è evoluto, ed ha assunto forme diverse nel corso degli anni, diventando un appuntamento fisso di 900presente.

Cosa aspettarsi dallo spettacolo?

Al momento non lo sappiamo ancora esattamente nemmeno noi! Stiamo ancora lavorando in parallelo, ogni Scuola preparando la parte che le compete. Posso dire che il copione di Picasso, che è il nostro punto di partenza comune, è un testo completamente assurdo: personaggi folli e grotteschi in relazioni stranissime tra di loro, fiumi di parole senza un vero senso narrativo, situazioni surreali. Una vera e propria esplosione di non-senso, quasi dadaista.
Questo ha fatto da molla per la creatività di Pavel Štourač, regista dello spettacolo, e di riflesso per tutti quelli che ci hanno lavorato intorno, dalle scenografie ai teaser-video, alle locandine.

Musicalmente ci sembrava giusto affiancare ad un grande artista come Picasso un autore altrettanto grande: la scelta di Stravinskij è stata naturale, quasi scontata. Utilizzeremo due lavori per orchestra da camera, le Danses Concertantes e il Dumbarton Oaks, scomponendoli e ricomponendoli per assecondare la drammaturgia della scena. Si tratta di una musica piena di energia ritmica, in cui gli strumenti dell'orchestra diventano tutti a turno dei solisti; è una musica totalmente moderna ma che allo stesso tempo richiama modelli del passato, ripensandoli, deformandone i contorni, esattamente come faceva Picasso quando reinterpretava i dipinti di Velásquez.
Mi immagino che ne uscirà uno spettacolo esplosivo, pieno di sorprese, di situazioni imprevedibili e spesso anche incomprensibili, uno spettacolo a cui ci si deve abbandonare perché non c’è niente da capire, uno spettacolo in cui una superficie grottesca e a tratti anche ludica, racchiuderà una riflessione più profonda sul contesto in cui questo copione è nato (la Parigi occupata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale).

Che pubblico ci si aspetta? È un’opera adatta a tutti?

Penso che sarà uno spettacolo adatto virtualmente a tutti perché cercheremo di costruire diversi livelli di profondità. Il bambino quindi potrà godere dell'impatto "emotivo" della scena, degli aspetti più divertenti dello spettacolo, la presenza fisica dell'orchestra in buca, etc.
Lo spettatore più maturo potrà invece scavare all'interno delle situazioni che vedremo in scena, non solo emozionandosi ma anche ponendosi delle domande.

SUPSI ARTS ha costruito una propria identità nel corso degli anni. Può ritenersi ormai un appuntamento fisso nella scena culturale ticinese?

Penso di sì. SUPSI ARTS è una manifestazione che mette insieme le forze creative degli studenti di tre diverse Scuole del territorio e, al di là degli esiti dei singoli spettacoli - che noi cerchiamo sempre di realizzare con il massimo della professionalità -, credo che progetti di questo tipo siano indicativi dello stato di salute del territorio stesso. Una società in cui le scuole sono sane, crescono e si esprimono creativamente confrontandosi con la cittadinanza, è una società sana.

Un invito finale

Dieci attori in scena nella Sala Teatro del LAC, un'orchestra che suona dal vivo in buca, un’équipe di giovani che ha creato scene, locandine, video-teaser, un copione di Pablo Picasso che rarissimamente si ha l'occasione di vedere in scena, accompagnato per la prima volta dalle musiche di Igor Stravinskij... C'è bisogno d'altro per una bellissima serata a teatro?