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Nella sua autobiografia "Io sono. Diario anticonformista di tutte le volte che ho cambiato pelle" pubblicato da Harper Collins, racconta senza timore tutte le cadute, le paranoie e le risalite. Quelle di un uomo, Gianluca Picariello, in arte Ghemon, con un demone nella testa e il sogno di cantare.

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Dove e come è nata l'idea di scrivere e pubblicare un libro e soprattutto, cosa ti aspetti succeda? È stata una bella esperienza e nulla più, o nel tuo futuro vedi questo?

La volontà di scrivere è sempre stata nell'aria, perché la scrittura è un argomento che mi riguarda molto, dalla musica alle parole in sé. Scrivere una canzone e scrivere un libro sono due modalità differenti di usare lo stesso strumento, la parola, per comunicare… e questo mi appassiona. Come hai accennato sì, mi piacerebbe in futuro portare avanti questo discorso, per il momento ho soltanto posato la prima pietra. Se in futuro avrò altre occasioni di scrivere, sicuramente lo rifarò!

Inizi ogni capito del libro elencando quelli che sono stati i "punti più alti" e i "punti più bassi" nel racconto di quel momento. Se dovessi raccontarmi di quest'esperienza, quali sono stati i punti più alti e più bassi?

Sicuramente scrivere una biografia, o comunque un racconto a sfondo biografico, impone di ripercorrere i propri momenti più difficili e questo è stata una sfida. Dall'altro lato invece posso dire che è soddisfacente poter aver impresso qualcosa di mio, profondamente mio, o banalmente di aver raccontato qualcosa di bello. Poi non manca la soddisfazione di aver scritto in italiano corretto in senso compiuto [ride].

Il libro si intitola "Io sono", ma è forse difficile capir chi tu sia davvero. Negli ultimi anni Ghemon si è trasformato: dal cantare in club underground ora sei diventato cantante, con la partecipazione a Sanremo; sei scrittore, con un libro all'esordio, giudice allo Zecchino d'Oro, giornalista, radiofonico. Gianluca si è trasformando, o tutto questo è solo un'evoluzione di quello che sei?

Ghemon è sempre in trasformazione, continuamente "cambia pelle", e tutti i cambiamenti che ho affrontato mi hanno portato ad essere quello che sono. Io sono così, in continua evoluzione. Non ho ancora capito nemmeno io come sono, definitivamente, perché sono così, aperto, malleabile, e mi piace cambiare.

Scrivere una canzone non è come scrivere un libro, ma è comunque un mezzo per esprimersi a dar voce a sé stessi. Qual è il tuo ambiente di scrittura: lo spartito o la macchina da scrivere?

Personalmente mi sento sia uno scrittore che un cantante, ma in ogni caso è la parola ad essere protagonista in quello che faccio, ad esprimere quello che voglio dire, è un po' la mia specialità.

"Mezzanotte" ha portato con sé concerti e prove, ora "Io sono" ti accompagnerà in inStore e firmacopie. Cosa ti aspetti dal pubblico e da questo tipo di evento?

Ecco… potrei dirti che è stato difficile immaginare cosa sarebbe successo, perché se ero certo di quali fossero le conseguenze di un disco, non sapevo cosa aspettarmi da un libro, ma posso dire che mi aspetto cose belle! [ride]

E io, caro Gianluca, te le auguro tutte.