Marco Calogero BattagliaMarco Calogero Battaglia profile image

Nella Sardegna rurale dipinta da Laura Bispuri prende corpo il viaggio di Vittoria, una bambina segnata da un interrogativo straziante: il dubbio intorno alla vera identità della propria madre. Il film inizia con l’incontro fortuito fra la piccola Vittoria e Angelica, una donna impulsiva, in grado di abbandonarsi ai piaceri dell’alcol e dell’eros nel bel mezzo di una fiera. L’incontro colpisce la bimba che corre subito da Tina, madre premurosa e prudente, ma qualcosa l’attrae misteriosamente verso Angelica, forse la sua carnagione chiara, i capelli crespi e luminosi, il volto così simile al suo. La curiosità spingerà la bambina a frequentare Angelica mentre Tina tenterà di ostacolare questo rapporto, temendo la cattiva influenza di Angelica, spesso ubriaca, inaffidabile, incapace di mantenersi. Fra le due donne nascerà allora un conflitto, una rivendicazione di maternità gelosa.

In mezzo a questo scontro colpisce la forza di Vittoria, in grado di attraversare autonomamente le distese aride di una Sardegna bella ma inospitale, così come di adattarsi a entrambi gli stili di vita delle due donne, quello austero e prudente di Tina, quello impulsivo e disordinato di Angelica. È questa stessa forza le consentirà di ribellarsi e allontanarsi da entrambe quando si riveleranno contrarie a collaborare per il suo bene e invece lotteranno, incapaci di trarre dal contatto con l’altra un arricchimento, intimorite dal confronto con un modo antitetico di condurre la vita. Il viaggio di Vittoria in cerca delle proprie radici sembra destinato a fallire poiché nessuna delle due si rivela all’altezza.

Entrambe, infatti, sono schiave della propria maschera e diventano ridicole quando tentano di indossare quella dell’altra: Angelica fatica persino a preparare una colazione decente, Tina invece ha bisogno di ubriacarsi per uscire dal bozzolo di ipocrisia e spiattellare ad Angelica tutto il suo disprezzo. Vittoria è però più in gamba di entrambe, di entrambe riconosce le debolezze e l’egoismo, il desiderio distruttivo di prevalere sull’altra che fa loro dimenticare di lei, e allora sarà proprio Vittoria a prendersi cura di loro. Vittoria che non ha paura di viaggiare da sola, di entrare nelle grotte più anguste, nei recessi di madre terra e di esplorarne il mistero, di abitare entrambe le case, quella della madre prudente e devota, così come quella della madre impulsiva e dionisiaca. Al termine del suo viaggio Vittoria trova la sua vera madre e torna da entrambe senza scegliere, senza ricadere nella pietosa distinzione fra santa e puttana, fra frigida e carnale, libera di perdonare e guardare a entrambe accettando tutti gli insegnamenti e tutto l’amore che insieme avranno da donarle.