Amedeo GaspariniAmedeo Gasparini profile image

Bachelor in Science in Informatics (2012-2015) e Master in Science of Informatics (2015-2017) presso l’USI, pratica uno stage di tre mesi nel 2014 presso Exmachina srl e un secondo dal 2015 al 2017 presso l’USI, per poi passare a BITS partner SA. Una carriera ingegneristica, ma non solo: nella vita di Jesper Findahl, computers e softwares non sono stati sempre il pane quotidiano.

Jesper, cosa ti ha portato qui a Lugano?

Sono nato in Svezia e a tredici anni mi sono trasferito in Norvegia, dove ho finito il liceo. Poi sono ritornato in Svezia, dove ho iniziato a studiare la tromba (studio che ho portato avanti per circa cinque anni, quando poi ho scoperto di aver sviluppato un’allergia per il metallo dello strumento). Ho quindi cercato di risolvere il problema, ma non ci sono riuscito … Da lì ho deciso di dedicarmi ad altro: sono stato in un centro di meditazione e agricoltura (dove, come volontario, ho aiutato a supportare la comunità locale). Anni dopo ho incontrato mia moglie – che è italiana – ed insieme abbiamo deciso di venire a Lugano. Volevo studiare informatica (il Bachelor che poi ho conseguito non era il mio primo approccio con la materia). Dopo tre anni di informatica – in inglese – ho fatto anche il Master qui all’USI. Da gennaio 2018 sto lavorando presso CodeLounge (parte del Software Institute dell’USI), un centro di ricerca e sviluppo per software, dove – appunto – sono R&D software engineer.

Perché molti che non sono più in età da studente decidono di intraprendere un percorso universitario?

Le attività che avevo fatto precedentemente non erano per me e quindi ho deciso di voler provare qualcosa di nuovo. Come ti dicevo, il Bachelor dell’USI non era è stato mio primo approccio con l’informatica, di cui sono sempre stato interessato (così come lo sono delle nuove tecnologie). Per quello che mi concerne, questa nuova opportunità di Bachelor è stata molto importante. Non è sempre facile trovare il proprio percorso quando si è giovani, specialmente quando si hanno diversi interessi. Per me è stato importante scoprire diversi tipi di lavoro e cultura, prima di approcciare il lavoro che sto facendo adesso. Credo che in questo modo si possano capire le proprie forze e le proprie debolezze.

Com’era stare in una classe con studenti più giovani di te?

A dir la verità, nella mia classe d’informatica non ero il solo: c’erano altre persone che erano più grandi della media (anche sopra il trent’anni). In diversi casi, si trattava di persone che avevano già lavorato in software development ed avevano già frequentato la scuola, ma avevano deciso di voler approfondire uno o più aspetti della loro carriera e specializzarsi. Hanno quindi deciso di iscriversi all’università per essere più aggiornati e ricevere più informazioni e maggiore formazione. Devo dire però che questo fenomeno è più comune quando parliamo del Master (che dura due anni). Diverse persone finiscono il Bachelor, lavorano qualche anno e poi decidono di approfondire alcuni aspetti. Ovviamente non nascondo che in questi percorsi ci possono essere diverse difficoltà: quando sei giovane è più “facile” imparare certe cose.

Hai avuto difficoltà in tal senso nel tuo percorso universitario?

No, devo dire di no. A me è andata abbastanza bene: la mia è stata un’esperienza positiva. Naturalmente quando sei più grande lavori in maniera diversa (sei più strutturato ed ecco perché ci metti di più a imparare tutti gli aspetti). Inoltre, quando si cresce, il cervello cambia.

Che relazioni avevi con gli studenti più giovani?

Credo sia stata una buona relazione. Non eravamo una classe grandissima: su quattordici che hanno concluso il Bachelor, noi più grandi eravamo in tre o quattro. Nel complesso, credo che sia stata un’ottima opportunità, ma naturalmente il percorso è individuale. Per quello che riguarda me, quando ho iniziato, ero veramente molto motivato. E quella è la cosa più importante.