Marco Calogero BattagliaMarco Calogero Battaglia profile image

Tra i nomi che mancano ai candidati all’Oscar per Best Film c’è The Florida Project, la storia di Moonee, una bambina che vive con la madre Halley nelle case popolari vicino Disneyland. Moonee e gli altri ragazzini riescono a trasformare il mondo che li circonda nel loro parco giochi: che sia un misero sottoscala o una casa abbandonata anche le punizioni diventano un divertimento.

Ai giochi di Moonee si affiancano le passeggiate con la giovane madre che tenta di racimolare qualche soldo vendendo profumi per strada. Halley, infatti, ha difficoltà a pagare l’affitto e sfida la pazienza del gestore condominiale in ogni modo. Accanto alla spensieratezza dei bambini del Project si delinea la vicenda di donna immatura, piena di amore, ma incapace di provvedere alla figlia. Se la tendenza ad abbandonarsi ai sogni dei bambini fa di Halley una madre speciale, la povertà delle sue scelte ne rivelano invece l’inadeguatezza, fino alla disperata decisione di prostituirsi mentre la figlia ignara è chiusa in bagno come fosse l’ennesimo gioco.

The Florida Project racconta l’indigenza delle periferie da una prospettiva insolita: persino l’angolo di ripresa scaturisce dai bambini. La trama è imbevuta delle loro bravate e così fa sorridere laddove altre storie suscitano il pianto. La morale è semplice e la racconta Moonee seduta su un albero secolare, vecchio come la miseria umana, è il suo preferito e spiega perché: “’Cause it tipped over and it’s still growing”.