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Mano sulla coscienza e via con la sincerità: sveliamo gli errori del numero di settembre
Per quanto meticolosi si voglia essere nella fase di revisione degli articoli, qualche particolare rischia di poter sfuggire alla nostra attenzione e finire sulla carta stampata. Talvolta si reagisce in modo inpulsivo alle critiche, ma spero possiate perdonare il fervore che anima i nostri anni. Così abbiamo deciso di aprire una piccola rubrica che vada a segnalare gli errori commessi nella redazione del numero precedente. L’esigenza nasce dal nostro instancabile perfezionismo, che spinge a migliorarci sempre, e dalla voglia di consegnare ai nostri lettori un giornale universitario di livello. Fondamentale l’aiuto delle diverse segnalazioni che ci sono arrivate nell’individuare quali sono state le lacune del nostro lavoro, e di conseguenza nel colmarle. Il primo errore da segnalare è presente nel “Sommario” di pagina
2, nel quale, abbiamo “mangiato” una “n” della parola “innovazione”. Nel sottotitolo di pagina 9, riferendoci al sindaco Borradori, viene usato come sinonimo di “sindaco” l’espressione “primo cittadino”. Errore viziato dalla lingua e dall’uso fatto in Italia, nella quale le due espressioni sono equivalenti. Non si è fatto attenzione nel controllare che in Svizzera “primo cittadino” indichi il Presidente del Consiglio Comunale e
non la figura del Sindaco. A pagina 11, sempre nel sottotitolo, un errore di battitura ha aggiunto un “a” finale al nome della città “Louvain-la-Neuve”. Infine, nel sottotitolo dell’articolo di pagina 20 per la rubrica “Cinema”, vi è la mancanza della particella “in” tra “bambina” ed “unaSardegna”, che renderebbe corretta la frase. Ora, sapendo cosa abbiamo sbagliato, faremo sicuramente più attenzione.