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I pionieri del celtic punk e le loro atmosfere da locanda irlandese tra musica e attenzione verso il sociale

Se si è appassionati di musica rock’n’roll, di quella che ti fa divertire e saltare ai concerti, che rende fratelli persone che prima dello show erano perfetti sconosciuti, e che ti fa tornare a casa con un po' di lividi e lievemente alticcio, allora è impossibile non conoscere gli americani Dropkick Murphys. Con più di vent’anni di carriera e otto album in studio, i rockers di Boston (Massachusetts, USA) sono tra i maggiori esponenti mondiali della musica punk e pionieri di un suo sottogenere chiamato celtic punk. Questo particolare tipo di musica è nato in Irlanda già nella metà degli anni ’80 e la sua particolarità è l’aver portato a connubio la musica rock con le sonorità della musica tradizionale celtica – con l’utilizzo da parte delle band degli strumenti della tradizione come violino, banjo, fisarmonica e vari tipi di flauti. I Dropkick Murphys, infatti, presentano una formazione piuttosto estesa rispetto allo standard del genere, portando sul palco ben sette componenti dei quali tre sono gli specialisti degli strumenti celtici. Anche se la band è americana, i suoi componenti sono tutti di origine irlandese tranne il cantante Al Barr che invece è di origini scozzesi. Il loro debutto discografico risale al 1998 con l’album “Do or Die”, seguito poi da “The Gang’s All There” (1999) e “Sing Loud, Sing Proud! (2001), tutti album che vedono vari cambiamenti di line up ma al tempo stesso una sostanziale maturazione del prodotto musicale della band. Nel 2005 esce il loro quinto album, intitolato “The Warrior’s Code”, il quale contiene il brano “I’m Shipping Up to Boston”, una delle hit più famose dei D.M. nonché colonna sonora del film “The Departed” del 2006 – regia di Scorsese e con protagonisti Leonardo DiCaprio, Jack Nicholson e Matt Demon. Il biennio 2011/12 vede l’uscita degli ultimi due album: rispettivamente “Going Out in Style” – uno dei lavori più maturi a livello di sound e composizione, e che vanta un faturing con Bruce Springsteen – e “Signed and Sealed in Blood”.
Nonostante i Dropkick Murphys facciano musica punk e si siano spesso dimostrati contrari alla politica di alcuni presidenti USA, nello specifico di G.W. Bush – partecipando a compilation come “Rock Against Bush” – non si sono mai effettivamente schierati politicamente, anche se molti dei loro sostenitori appartengono al movimento “skinhead”, con tendenze estremiste sia verso destra che vero sinistra. La loro musica non è tanto interessata a mandare un messaggio politico, quanto piuttosto a sostenere fortemente alcuni temi sociali di grande importanza, come ad esempio la “non violenza” – molte delle loro canzoni sono contro la guerra in Iraq o si riferiscono alle violenze durante la lotta per l’indipendenza dell’Irlanda – e l’appoggio alla classe operaia – protagonisti anche di una raccolta fondi devoluta alla Worker’s Rights Emergency Response Fund. Insomma, nessuna tolleranza verso ogni estremismo ma grande sensibilità verso la libertà e la difesa dei diritti personali.