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Una delle più grandi rock band della musica moderna con un frontman virtuoso ma che amava poco i riflettori

A poco più di un mese dal ventiseiesimo anniversario dell’ultimo concerto di questa storica band in Svizzera (Basilea, 28 giugno 1992) del quale probabilmente i più maturi di voi si ricorderanno o – i più fortunati – al quale erano presenti, è doveroso ricordare i grandi Dire Straits. Il combo britannico capitanato dal mito della chitarra Mark Knopfler, il quale è autore della stragrande maggior parte dei loro brani, ha sempre avuto una connotazione che viene definita “roots rock”, ovvero quel rock pulito, cristallino, che un po' ricorda la musica blues, country e rock’n’roll dei grandi artisti americani anni ’70. Nonostante questo la loro musica ha avuto fin da subito un timbro inconfondibile, grazie alle influenze progressive e jazz, ma anche hard rock, che spesso nei loro brani facevano dialogare gli strumenti in lunghe parti strumentali. Come già detto, fondamentale per loro era la figura di Knopfler, dal quale dipendeva l’andamento artistico di tutto il complesso e sul genio del quale si è costruito il suo successo. È famoso infatti per il suo modo unico di suonare la chitarra utilizzando le dita in modo particolare e non il plettro, il ché dava una sfumatura inimitabile al suono che ne risultava. Oltre ad essere un virtuoso del suo strumento, Mark era anche un bravissimo arrangiatore e scrittore, i suoi testi infatti hanno una connotazione poetica nonostante raccontano di persone comuni o contengono riflessioni sulla politica o sulla sfera sociale.
Quando i Dire Straits esordivano, nel 1977, la loro era una figura strana perché troppo semplice e genuina. Non avevano le caratteristiche di una band rock, un po' scapestrata e rivoluzionaria, come in quegli anni andava di moda in un’Inghilterra nella quale il punk andava forte, ed iniziava ad emergere la disco music. Per questo loro aspetto da bravi ragazzi hanno avuto un po' di difficoltà ad inserirsi nel panorama underground dell’epoca, fin quando il demo di un loro singolo (forse rimasto poi tra i brani simbolo della band) “Sultans of Swing” finì nelle mani di Charlie Gillett, Dj di un programma radio della BBC, il quale lo inserì nella sua programmazione in maniera fissa. Da allora la musica di Knopfler&Co iniziò a girare così tanto da diventare un fenomeno mondiale e da renderli una delle rock band che ha venduto più dischi nella storia. Questo successo però non era molto amato dal frontman, il quale nella metà degli anni ’90, all’apice della fama della sua band, decise di sciogliere il progetto per dedicarsi ad una carriera solistica e a live in realtà molto più piccole, che gli avrebbero permesso di dedicare più tempo alla sua passione di scrivere e comporre musica. Se dovessimo elencare i più grandi successi dei Dire Straits non ci basterebbe una singola giornata, ma è doveroso citare alcuni dei loro brani che hanno fatto la storia della musica e che hanno fatto innamorare due generazioni del rock come: “Sultans of Swing”, “Money for Nothing” (ft. Sting), “Romeo and Juliet”, “Tunnel of Love” e “Brothers in Arms”.